Non si sono fatte attendere le repliche della Cgil alle parole della Marcegaglia.  ”Non vogliamo abolire l’articolo 18 – aveva detto la presidente di Confindustria – la reintegra deve rimanere per i casi discriminatori. Ma vogliamo poter licenziare le persone che fanno bene il loro mestiere” ha spiegato la Marcegaglia consapevole del fatto che le sue parole potevano essere fraintese “Vorremmo – ha aggiunto – avere un sindacato che non protegge assenteisti cronici, ladri e quelli che non fanno il loro lavoro”.

Subito è arrivata la risposta del sindacato su Twitter “Come fa Marcegaglia a dire di volere un sindacato che non protegge assenteisti cronici, ladri e chi non fa il proprio lavoro è davvero troppo”. Sono, si legge, “affermazioni non vere che offendono il ruolo del sindacato confederale”.  

CRESCITA - Sulla crescita il numero uno di Confindustria ha fatto un’analisi molto chiara: “In Europa dobbiamo parlare di crescita, perchè senza quella ogni politica risulta vana – ha aggiunto- in questo, l’Italia è ancora un grande paese, che a leadership in molti settori, ma che ha allo stesso tempo un problema di produttività molto forte. Quando siamo entrati nell’euro abbiamo fatto un grande errore, buttando via il dividendo dell’euro. Invece di sfruttare questa riduzione di spesa pubblica e reinvestire questi soldi, abbiamo alzato la spesa pubblica corrente e azzerato gli avanzi primari che avevano, dividendo sempre di più il Paese tra chi lavora e chi non è esposto al mercato. Oggi ne paghiamo i costi in termini di spesa pubblica alta”.