Si aggrava la situazione in Iran.
I manifestanti in piazza a Teheran, per solidarizzare con la rivolta che in Egitto ha portato alle dimissioni del presidente Hosni Mubarak, sono stati respinti dalla polizia iraniana che e' intervenuta con gas lacrimogeni per disperdere la folla, e nel centro cittadino e' "il caos totale".
I manifestanti in piazza a Teheran, per solidarizzare con la rivolta che in Egitto ha portato alle dimissioni del presidente Hosni Mubarak, sono stati respinti dalla polizia iraniana che e' intervenuta con gas lacrimogeni per disperdere la folla, e nel centro cittadino e' "il caos totale".
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SALGONO A DUE MORTI IN MANIFESTAZIONI – E' salito a due il numero dei morti nelle manifestazioni di ieri a Teheran, dove ieri migliaia di oppositori sono tornati a scendere in piazza dopo quasi 14 mesi. Lo scrive oggi il sito di notizie Tabnak. ''Un uomo che era stato ricoverato ieri in ospedale con gravi ferite e' deceduto'', scrive il sito, mostrando la fotografia del corpo senza vita.Â
ASHTON, TEHERAN RISPETTI DIRITTO MANIFESTARE, NO USO VIOLENZA – L'Alto rappresentante Ue per la politica estera e di sicurezza comune Catherine Ashton invita le autorita' iraniane a "rispettare pienamente e a proteggere i diritti dei cittadini, inclusi la liberta' di espressione e il diritto di riunirsi pacificamente". E' quanto ha dichiarato la stessa Ashton in una nota diffusa a Bruxelles, sottolineando che Teheran deve "astenersi dall'uso della forza contro i manifestanti pacifici".
L'Alto rappresentante sta infatti "seguendo gli eventi in Iran da vicino" e in particolare "le apparenti restrizioni alla liberta' di movimento imposte ad alcuni membri dell'opposizione e alle proteste che avvengono nelle strade oggi".Â
Il governo iraniano ha infatti respinto le dichiarazioni del segretario di Stato americano, Hillary Clinton, che proprio ieri aveva espresso il suo sostegno alle ''aspirazioni'' dell'opposizione iraniana e intimato a Teheran di non ricorrere alla violenza contro i manifestanti. ''Le grandi potenze, come l'America e il regime sionista, devono smettere di interferire nei nostri affari interni'', ha spiegato ai giornalisti il portavoce del ministero degli Esteri iraniano, Ramin Mehmanparast.Â















