La situazione libica sta destando grande preoccupazione soprattutto per la questione del possibile flusso di profughi che si riversera' in europa e inparticolare in Italia. Proprio in queste ore, l'Onu lancia un appello affinché non si respingano le persone in fuga dagli scontri. Melissa Fleming, la portavoce dell'Alto commissariato Onu per i rifugiati (Unhcr) dell'Acnur, ha detto che l'Italia è tra i paesi che "più probabilmente riceveranno un afflusso di persone in fuga dalla Libia", tra cui cittadini libici e profughi di altre nazioni. "Stiamo dicendo, 'per favore, non respingeteli'", ha detto in un briefing a Ginevra, dove l'agenzia ha la sede. "E' il momento di mostrare spirito umanitario e generosità verso gente che ha subito un forte trauma". Ci sono in Libia circa 8000 rifugiati politici registrati dall'Acnur e altri 3000 richiedenti asilo con la domanda in sospeso provenienti da Sudan, Iraq, Eritrea, Somalia, Ciad e Territori palestinesi.

Secca però la replica di Umberto Bossi: "intanto non sono arrivati e speriamo che non arrivino. Se arrivano li mandiamo in Francia e Germania…".

Anche il capo dello Stato Giorgio Napolitano "segue con attenzione le drammatiche notizie provenienti dalla Libia" e attraverso un comunicato ha chiesto che si fermino le violenze e che si ascolti il popolo. Intanto il governo italiano sta predisponendo i mezzi per cercare di evacuare i nostri connazionali presenti nel Paese di Muammar Gheddafi. Il capo dello Stato sottolinea, come "alle legittime richieste di riforme e di maggiore democrazia che giungono dalla popolazione libica vada data una risposta nel quadro di un dialogo fra le differenti componenti della società civile libica e le autorità del Paese che miri a garantire il diritto di libera espressione della volontà popolare".