La battaglia per il controllo della Libia si sta spostando nei pressi di Misurata, a circa 200 chilometri a est di Tripoli. Truppe fedeli a Gheddafi nella base aerea sono state attaccate la scorsa notte dagli oppositori del Colonnello. Secondo i ribelli gran pare della base è ora da loro controllata. Un velivolo (secondo alcune fonti un elicottero, secondo altre un aereo) ha sparato lunedì sulla sede di Radio Misurata. Lo riferisce Al Arabiya. Testimoni hanno detto che il velivolo sarebbe stato abbattuto e l'equipaggio catturato. Nei giorni scorsi i ribelli che controllano Radio Bengasi avevano annunciato di essere riusciti, grazie a un ponte radio con l'emittente di Misurata, a far arrivare il loro segnale anche a Tripoli. Inoltre un reparto di cadetti dell'accademia militare di Misurata si sarebbe ribellato agli ordini dei superiori fedeli a Gheddafi e sarebbe ora in corso una battaglia all'interno della caserma che ospita la Scuola di guerra nel centro cittadino.
Intanto gli oppositori, dopo aver formato un Consiglio nazionale a Bengasi, stanno iniziando a muoversi verso ovest per unirsi alle forze contrarie a Gheddafi nei pressi di Tripoli e lanciare l'assalto finale alla capitale.
«Se gli imperialisti occidentali ci attaccano, ci saranno migliaia di morti», ha detto Ibrahim Moussa, portavoce del governo libico. «L'occidente vuole il nostro petrolio, Al Qaeda vuole una base sul Mediterraneo per minacciare l'Europa», ha aggiunto. «Abbiamo catturato centinaia di terroristi islamici, anche legati ad Al Qaeda. Li stiamo interrogando e, se sarà possibile, ve li faremo incontrare in carcere», ha detto rivolto ai giornalisti occidentali.
Un accordo tra tribù di Zawiya, a ovest di Tripoli e teatro di una sollevazione anti-regime, e forze fedeli a Gheddafi sarebbe stato raggiunto per evitare che la rivolta si allarghi ad altre regioni occidentali e che, al tempo stesso, le forze di sicurezza lealiste attacchino i ribelli asserragliati nel centro cittadino. Lo riporta un «reportage esclusivo» di Al Arabiya. «La città è circondata dalle falangi di Gheddafi», ha detto il corrispondente dell'emittente naraba. «Grazie a un accordo tra le tribù di Zawiya, le forze di sicurezza lealiste non attaccano la città ma i rivoltosi non tentano sortite fuori dal perimetro urbano».
Le organizzazioni per i diritti umani lanciano l'allarme sulle sorte di migliaia di africani sub-sahariani presenti in Libia, presi di mira dai rivoltosi perché sospettati di essere mercenari al soldo di Gheddafi. Secondo il racconto di alcuni testimoni, raccolto da Al Jazeera, decine di lavoratori africani potrebbero essere stati uccisi, mentre in centinaia si nascondono per non cadere vittime della caccia «ai mercenari neri africani».
UE APPROVA LE SANZIONI CONTRO GHEDDAFI
La Ue ha approvato oggi le sanzioni contro Gheddafi. Hafiz Ghoga, portavoce del Consiglio nazionale libico presentato ieri a Bengasi, ha dichiarato che il nuovo consiglio non ha contattato alcun governo straniero e non vuole che intervengano. Gli oppositori del regime sono pronti a far ripartire le spedizioni di petrolio dell'azienda libica Arabian Gulf Oil. A Misurata le forze ribelli abbattono elicottero militare. E intanto uniscono le forze per marciare sulla capitaleÂ