Il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, ha oggi emanato il decreto legge su rifiuti nel testo definitivo trasmesso dalla presidenza del consiglio dei ministri che, si legge nella nota del Quirinale, "tiene significativamente conto delle osservazioni e delle richieste di chiarimento formulate dal capo dello Stato".
Ma la Commissione Ue ha fatto sapere che "le misure necessarie per dare esecuzione alla sentenza pronunciata nel marzo scorso dalla Corte di giustizia europea non sono ancora state applicate". Lo ha dichiarato il commissario ue all'ambiente Janez Potocnik, dopo avere ricevuto la relazione della delegazione Ue che si è recata recentemente a Napoli.
Secondo Bruxelles, "anche se la costruzione dell'inceneritore di Acerra ha consentito dei progressi, il sistema soffre ancora di lacune significative".
In particolare – ha precisato Potocnik – "suscita preoccupazione la mancanza di un sistema di raccolta differenziata a Napoli, la maggiore agglomerazione della regione. In mancanza di un efficace piano di gestione dei rifiuti per la Campania continuerebbero i rischi per la salute umana e i danni a livello ambientale, ai quali la Corte fa esplicita menzione nella propria sentenza".
"Continuo a temere che ci vorranno ancora diversi anni per creare le infrastrutture necessarie a garantire un'adeguata gestione di tutti i rifiuti domestici prodotti in Campania - 7200 tonnellate al giorno – e per scongiurare l'insorgere di ulteriori emergenze rifiuti", ha aggiunto il commissario.
Il che non significa che la Ue rimarrà ad aspettare pazientemente che la situazione si risolva da sola. In mancanza di un efficace piano di gestione, la Commissione, ha detto Potocnik, sarebbe obbligata a rivolgersi nuovamente alla Corte, la quale probabilmente imporrebbe delle ammende all'Italia.
Non è colpa del governo, ha affermato il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, nella conferenza stampa seguita al Consiglio dei Ministri odierno, se l'emergenza rifiuti è tornata, più grave di prima: "Oggi sarò a Napoli – ha annunciato – farò una conferenza stampa in cui ricorderemo che dal primo gennaio 2010 i poteri erano tornati alle autorità locali. Il governo aveva risolto la situazione, ma per essere definitiva era necessario che le autorità locali adempiessero agli impegni come la costruzione dei termovalorizzatori in tempi brevi, uno a Napoli est un altro a Salerno e l'apertura di due nuovi siti per l'interramento dei rifiuti. Le autorità locali non hanno fatto nulla. Dopo la riunione in Prefettura, decideremo se il governo si riprenderà in mano la situazione che le autorità locali non hanno risolto".
 
 

NAPOLI, DA NAPOLITANO VIA LIBERA AL DECRETO LEGGE SULLA GESTIONE DEI RIFIUTI