I servizi di intelligence di Seul valutano «altamente probabile» un nuovo attacco da parte della Corea del Nord, dopo la raffica di artiglieria sparata la scorsa settimana contro l'isola sudcoreana di Yeonpyeong. 
Lo afferma Won Sei-hoon, direttore del National Intelligence Service (Nis), nel corso di un'audizione parlamentare, spiegando che si tratta di azioni legate «alla successione al vertice» del regime di Pyongyang. 
La Cina ha lanciato oggi un appello per scongiurare che la situazione degeneri nella penisola coreana, dopo il bombardamento lanciato il 23 novembre scorso da Pyongyang contro l'isola sudcoreana di Yeonpyeong, che ha causato quattro morti. «Il compito più urgente oggi è prevenire un'escalation delle tensioni nella penisola coreana e non deve essere fatto nulla che possa far degenerare la situazione» tra Pyongyang e Seoul, ha detto il ministro degli Esteri, Yang Jiechi, citato dall'agenzia ufficiale cinese Xinhua. 
«Le parti interessate dovrebbero mantenere la calma, dare prova di moderazione e adoperarsi per ritrovare la via del dialogo e del negoziato», ha aggiunto il ministro. La proposta lanciata da Pechino di tenere consultazioni urgenti sulla crisi coreana all'inizio dicembre è stata respinta da Washington e Seoul, mentre il Giappone ha espresso riserve. Secondo diplomatici Onu, Pechino ha bloccato un pronunciamento di condanna contro la Corea del Nord al Consiglio di sicurezza.