12 giu. – Se negli ultimi trent'anni sono stati solo uomini politici fiamminghi a sedere a Rue de Loi, a un giorno dalle elezioni la figura del vallone Di Rupo sembra essere quella, se non piu' consensuale, meno controversa. Quel che e' certo, e' che nessun partito francofono accetterebbe di avere De Wever come premier, che tra i punti del suo programma ha quello della soppressione della regione di Bruxelles Capitale (enclave francofona in mezzo alle Fiandre), la trasformazione del Belgio da stato federale a confederazione dove le regioni abbiano sempre piu' poteri "e forse si potrebbe andare anche piu' in la'", ha avvertito De Wever, lasciando sottintendere la dissoluzione del paese. Lo stesso De Wever ha avvertito che accetterebbe la poltrona di premier "solo a condizione di poter realizzare il mio programma". Punto fermo per i francofoni, oltre all'unita' del paese, e' la difesa di Bruxelles, che i fiamminghi vorrebbero potere inglobare nelle Fiandre, dove e' situata geograficamente. Per questo i valloni accetterebbero di modificare lo statuto di Bruxelles, formata da 19 comuni racchiusi dietro la sigla di Bruxelles-Halle-Vilvorde (Bhv) con particolari facilitazioni elettorali e giudiziarie che tengono conto del bilinguismo della capitale, solo se venisse creato un corridoio territoriale che unisca Bruxelles alla Vallonia. Il vero nodo della questione, infatti, e' il sistema di finanziamento delle tre regioni, che e' fortemente penalizzante per le Fiandre, economicamente in salute grazie a servizi e commercio e con il 6,7% di disoccupazione. Le Fiandre devono infatti 'mantenere' sulle loro spalle i costi del 16,6% di disoccupazione della Vallonia e del 21% di Bruxelles (dati 2009), che invece non sono mai riuscite a riprendersi dalla crisi del settore industriale, in particolare quella siderurgico, che perdura dalla fine degli anni Ottanta. (fonte AdnKronos)