Continua la serie di cause legali che coinvolgono importanti società tecnologiche. Questa volta Microsoft, il colosso di Bill Gtaes ha portato Google la fam osa azienda di Redmon davanti alla Commissione Europea con l’accusa di abuso di posizione dominante, ovvero di violazione delle norme antitrust. Secondo gli accusatori di Google, il motore di ricerca si starebbe espandendo oltremisura andando a danneggiare mercati che in teoria non sarebbero di sua competenza.
Con la moltiplicazione di servizi offerti dalla grande G, infatti, il mercato di riferimento del motore di ricerca ha incluso i sistemi operativi (Android), i servizi Mail (Gmail) e chi più ne ha più ne metta.
Con la moltiplicazione di servizi offerti dalla grande G, infatti, il mercato di riferimento del motore di ricerca ha incluso i sistemi operativi (Android), i servizi Mail (Gmail) e chi più ne ha più ne metta.
E’ proprio questa situazione che i concorrenti di Google vogliono ora sottoporre al regolatore europeo perchè valuti se si tratta di un’infrazione alle regole dell’Unione.
Microsoft e gli altri nemici di Google affermano che il potente motore di ricerca e il suo attivismo su altri mercati – dalla pubblicità ai telefonini ai viaggi – ha paralizzato la competizione industriale. Google si è descritto vittima di un complotto industriale anti-Google comandato da Microsoft.
Dunque la domanda di Microsoft all’organismo europeo, Google è un motore di ricerca o un’azienda che produce servizi generici? Come è possibile arginare dal punto di vista legale un tale colosso? Se la causa messa in piedi dalla cordata Microsoft fosse accolta, Google potrebbe venir condannato a “rientrare nei ranghiâ€, dismettendo alcuni pezzi della sua attività . Sarebbe, come si capisce, un grosso danno per Mountain View e tanto di guadagnato per Richmond.
Microsoft e gli altri nemici di Google affermano che il potente motore di ricerca e il suo attivismo su altri mercati – dalla pubblicità ai telefonini ai viaggi – ha paralizzato la competizione industriale. Google si è descritto vittima di un complotto industriale anti-Google comandato da Microsoft.
Dunque la domanda di Microsoft all’organismo europeo, Google è un motore di ricerca o un’azienda che produce servizi generici? Come è possibile arginare dal punto di vista legale un tale colosso? Se la causa messa in piedi dalla cordata Microsoft fosse accolta, Google potrebbe venir condannato a “rientrare nei ranghiâ€, dismettendo alcuni pezzi della sua attività . Sarebbe, come si capisce, un grosso danno per Mountain View e tanto di guadagnato per Richmond.
Proprio per questo gli analisti finanziari affermano che si tratta di una vera e propria escalation nella “guerra fra i due titaniâ€. L’annuncio dell’azione legale viene lanciato su un blog direttamente dai livelli dirigenziali di Microsoft.
Microsoft sta presentando un’azione formale presso la Commissione Europea come parte dell’indagine che la stessa Commissione sta portando avanti riguardo un’ipotesi di violazione della legge europea della concorrenza da parte di Google.
Quindi, la casa produttrice di Windows ed Office si sta accodando ad un’indagine già aperta presso le istituzioni europee; e il perchè, è presto detto: per trarre vantaggio da un’ipotetica pronuncia che andasse a sfavore di Google.
Microsoft sta presentando un’azione formale presso la Commissione Europea come parte dell’indagine che la stessa Commissione sta portando avanti riguardo un’ipotesi di violazione della legge europea della concorrenza da parte di Google.
Quindi, la casa produttrice di Windows ed Office si sta accodando ad un’indagine già aperta presso le istituzioni europee; e il perchè, è presto detto: per trarre vantaggio da un’ipotetica pronuncia che andasse a sfavore di Google.
Infatti Microsoft, pur ribadendo – ma è solo cortesia – che nulla hanno contro Google, affermano di voler tutelare i propri diritti “impedendo†al motore di ricerca di sforare il proprio mercato a danno di altri operatori.
Da notare che, come al solito cause del genere vengono intentate davanti alle istituzioni europee solo perchè l’Unione ha una rigida legislazione antitrust che prevede dei rimedi azionabili davanti ai garanti del mercato comune. Con la conseguenza che se la questione fosse ritenuta fondata dalla Commissione, il mercato di Google sarebbe limitato solo per lo spazio europeo, rimanendo invece libero il motore di ricerca di agire sul mercato globale rimanente come ritiene più opportuno.















