In seguito alle proteste per il rogo del Corano messo in atto il 21 marzo scorso da Wayne Sapp, pasteore della Florida, dieci impiegati stranieri delle Nazioni Unite sono stati uccisi nell'attacco alla sede dell'Onu a Mazar-i-Sharif, nel nord dell'Afghanistan.
Il rogo era avvenuto dopo un vero e proprio processo in cui il Corano era stato giudicato "colpevole" di crimini contro l'umanità. Ad aiutarlo nella messa in scena, la cui notizia si era diffusa rapidamente nel mondo, il controverso reverendo Terry Jones. Una figura balzato agli onori delle cronache nel settembre scorso, quando annunciò di voler bruciare il Corano in occasione dell'anniversario dell'11 settembre.

Tensione alta anche a Kabul, dove 200 persone hanno manifestato davanti all'ambasciata Usa, gridando "Morte all'America" e dando fuoco a una bandiera statunitense. La protesta è esplosa dopo la preghiera del venerdì.
Uno dei dimostranti, Mawladad, ha riferito che l'invito a scendere in strada contro il rogo del Corano era stato rivolto direttamente dal mullah durante il suo sermone.