Htc cresce è cresciuta in borsa del 33% e guadagna la palma del titolo piu' caro a listino e un indice di 70,6 punti, segnale in codice che per i grandi investitori significa che è arrivato il momento di vendere. Manovre e speculazioni finanziarie a parte, è un dato di fatto che, oggi, il produttore di smartphone taiwanese può vantare una capitalizzazione di mercato superiore a quello di due altre big dell'industria mobile, e cioè Research In Motion e Nokia. Il valore di Htc sui listini nelle scorse ore ha toccato quota 33,8 miliardi di dollari, quello della casa finlandese (il cui titolo ha perso nel 2011 il 19%) si ferma a circa 33 miliardi e il market cap di Rim è nell'ordine dei 28,5 miliardi.
Il cammino sui listini non sarà l'unico parametro utile per valutare lo stato di buona salute di un'azienda ma certo è che rappresenta un indicatore importante. E basta guardare all'andamento dei rispettivi titoli nei primi tre mesi di quest'anno per capire come stanno andando le cose per Htc – il cui valore era già triplicato nel 2010 in relazione al boom di domanda degli smartphone – e per Nokia.
La compagnia asiatica, storico partner di Microsoft per i device mobili basati su Windows e primo produttore a credere in Android, non può certo esibire i numeri di quella scandinava – 461 milioni i cellulari venduti nel 2010 da Nokia e 24,7 milioni quelli spediti da Htc (i dati sono di Gartner) – ma ha saputo evidentemente valorizzare al meglio marchio e posizionamento sul mercato, guardando con estrema attenzione ai margini operativi (pari al 16% nel trimestre chiuso al 31 dicembre) e arrivando come si è visto a un valore di capitalizzazione inferiore (fra i produttori di telefonini) solo a quelli di Apple e di Samsung.
Dove può arrivare Htc? Gli analisti, o almeno una parte di questi, sono convinti che il pronosticato successo di Android contribuirà all'ulteriore crescita dell'azienda taiwanese quanto a valore in Borsa e c'è chi è pronto a scommettere, nella comunità finanziaria, che le vendite della compagnia andranno ben oltre i livelli di incremento dell'intero mercato dei telefonini.
Il cammino sui listini non sarà l'unico parametro utile per valutare lo stato di buona salute di un'azienda ma certo è che rappresenta un indicatore importante. E basta guardare all'andamento dei rispettivi titoli nei primi tre mesi di quest'anno per capire come stanno andando le cose per Htc – il cui valore era già triplicato nel 2010 in relazione al boom di domanda degli smartphone – e per Nokia.
La compagnia asiatica, storico partner di Microsoft per i device mobili basati su Windows e primo produttore a credere in Android, non può certo esibire i numeri di quella scandinava – 461 milioni i cellulari venduti nel 2010 da Nokia e 24,7 milioni quelli spediti da Htc (i dati sono di Gartner) – ma ha saputo evidentemente valorizzare al meglio marchio e posizionamento sul mercato, guardando con estrema attenzione ai margini operativi (pari al 16% nel trimestre chiuso al 31 dicembre) e arrivando come si è visto a un valore di capitalizzazione inferiore (fra i produttori di telefonini) solo a quelli di Apple e di Samsung.
Dove può arrivare Htc? Gli analisti, o almeno una parte di questi, sono convinti che il pronosticato successo di Android contribuirà all'ulteriore crescita dell'azienda taiwanese quanto a valore in Borsa e c'è chi è pronto a scommettere, nella comunità finanziaria, che le vendite della compagnia andranno ben oltre i livelli di incremento dell'intero mercato dei telefonini.















