In questi giorni e' apparsa da piu' parti intollerabile il crescendo di conflittualita' tra Unione Europea e Governo italiano.

Se gia' allo scoppiare del conflitto libico era riemersa la atavica incapacita' dell'Unione di giocare un ruolo unitario nello scacchiere globale in questi giorni si sta consumando un vero e proprio scontro diretto.


I colpi piu' duri sono stati inferti da Maroni che aveva era arrivato a dire che 'se parigi e' ostile esca da schengen' e da Berlusconi che e' arrivato a sostenere che se l'Europa dovesse continuare a non intervenire in sostegno all'Italia, allora sarebbe meglio 'dividerci '. Da parte sua il Commissario europeo Cecilia Malmstrom ha chiarito che il decreto firmato giovedi da Berlusconi (permesso temporaneo) non fara' scattare "automaticamente" la libera circolazione nell'area Schengen .

Giorgio Napolitano, al ritorno da Budapest, non ha potuto che intervenire sulla polemica tra governo italiano e Unione Europea.

Il presidente della Repubblica ha voluto prendere le distanze da esternazioni che sono apparse troppo pesanti, soprattutto in un momento in cui la tenuta dei paesi europei sembra legata sempre piu' alla tenuta dello stesso sistema Europa, e non piu' affrontabile a livello di singolo paese, come le vicende di Grecia, Irlanda e Portogallo hanno gia' dimostrato.


Napolitano ha voluto ribadire che c'e' 'un impegno forte dell'Italia in Europa affinché il nostro Paese continui tenacemente a perseguire una visione comune ed elementi di politica comune anche sul tema dell'immigrazione. Tutto questo senza nemmeno prendere in considerazione posizioni di ritorsione o dispetto o addirittura ipotesi di separazione".


Le tensioni tra Quirinale e Palazzo Chigi, che sono nell'aria per il proseguo dell'iter del processo breve e della riforma della giustizia, si arricchiscono di un nuovo capitolo, in cui Napolitano veste il ruolo di tutore dell'integrita' europea, messa in discussione sotto i colpi dell'asse Lega-Pdl.