Se in questi giorni era aumentato l'impegno europeo con l'invio di addestratori sul luogo, a cui erano seguite le minacce di Gheddafi, ora la parola e' passata al campo.
Secondo quanto riportato dalla Cnn la Nato avrebbe intensificato i suoi raid contro le truppe di Muammar Gheddafi a Tripoli, mentre il senatore Usa, John McCain è arrivato a Bengasi dove ha visitato il quartier generale degli insorti, nella città che è la loro roccaforte.

Nel frattempo il Pentagono ha annunciato l’impiego di almeno due velivoli senza pilota Predator. Non un impegno massiccio da parte della amministrazione Obama, che ha sempre dichiarato di non voler assumere un ruolo da primatista nella 'questione libica', senza per questo rinunciare ad un appoggio attivo agli insorti.

Secondo quanto riportato dal Corriere della Sera, i Reaper possono rimanere per ore in zona d’operazioni, non richiedendo rifornimento di volo garantiscono di fatto una presenza prolungata in grado di rappresentare una minaccia continua per le milizie filo-Gheddafi.
LA RITIRATA DELLE FORZE DEL RAIS
Secondo i media tunisini sarebbero invece più di cento i soldati libici
che, nelle ultime ore, incalzati dall'offensiva dei ribelli
anti-Gheddafi sul versante occidentale della Libia, hanno passato il
confine tunisino, a Dhiba, per consegnarsi
. I militari, confermano oggi i
media locali, hanno attraversato la linea di confine disarmati.  Tra
essi, anche tredici ufficiali.
Sul posto di frontiera di Dhiba, una
volta conquistato dagli insorti, il vessillo verde libico è stato
sostituito da quello monarchico scelto dai ribelli, mentre un trattore
ha demolito il grande ritratto di Gheddafi che, sino a giovedì,
campeggiava sul confine. Alcuni soldati libici, rimasti feriti negli
scontri di giovedì, sono stati portati nell'ospedale tunisino di Dhiba.