Piu' 25 per cento nelle cause di divorzio, con punte ancora superiori in alcuni Stati Usa dalle procedure "express" come il Nevada (Las Vegas, Reno). Se si rimette in moto la macchina legale delle separazioni, spiegano gli esperti, è un chiaro segnale che le cose vanno davvero meglio.
La recessione, fra i tanti stenti inflitti agli americani – e soprattutto alle americane – aveva congelato i divorzi. Lo rivelano gli ultimi dati del censimento federale. Con un'improvvisa battuta d'arresto, nel 2009 la quota dei divorziati era scesa per la prima volta. Non a caso.
Il 2009 fu l'annus horribilis della crisi, il punto piu' basso nella caduta della ricchezza americana, un disastro senza precedenti dai tempi della Grande Depressione. L'impatto sui divorzi era stato immediato. Lo sanno bene gli avvocati specializzati in cause di separazione, riuniti in un ordine professionale dal nome quanto mai fuorviante: l'American Academy of Matrimonial Lawyers.
Il cui vero business fiorisce quando le unioni si disfano. Oppure grazie alle parcelle incassate sui famosi "pre-nup", quei contratti pre-nuziali che sono la pianificazione patrimoniale delle rotture. Sui 1.600 avvocati iscritti a quell'associazione, la meta' ha avuto un pesante calo di entrate nel 2009. Ma la musica è cambiata di colpo nel 2010-2011. La presidentessa dell'associazione, Linda Lea Viken, confida al Financial Times un aumento di cause per separazione del 25 per cento.














