Sessanta secondi di telefonata da un cellulare ricaricabile avrebbero sigillato il destino di Osama Bin Laden: Sheikh Abu Ahmed, nome di guerra Abu Ahmed al Kuwaiti, avrebbe usato un cellulare per parlare con un complice che veniva tenuto sotto controllo dalla Cia rompendo la regola aurea imposta dal capo di al Qaeda: mai parlare ad altri terroristi per telefono.
E cosi' dopo quasi dieci anni di caccia all’uomo quell’intercettazione è stato il tassello mancante che ha portato i Navy Seals americani a Abbottabad, riportano oggi i media britannici. Ahmed era uno dei collaboratori più fidati di Bin Laden. Un esperto di informatica, secondo i media britannici che attingono a documenti di Guantanamo, avrebbe aiutato nella pianificazione delle stragi dell’11 settembre addestrando i dirottatori all’uso dei computer, e poi nella consegna dei messaggi registrati del capo di al Qaida a emittenti televisive come al Jazira.
Osama aveva ordinato a lui e ad altri quadri di al Qaeda di parlarsi soltanto faccia a faccia, scrive oggi il Daily Mirror.