E' il giorno della "battaglia decisiva" per riprendersi Misurata. Muammar Gheddafi lancia la sfida agli insorti e annuncia che oggi le forze lealiste lanceranno l'offensiva per sottrarre ai ribelli la terza città del Paese, a 150 chilometri da Tripoli. Sotto il fuoco dei lealisti anche l'aeroporto di Bengasi: aerei militari hanno bombardato lo scalo di Benina, a dieci chilometri dalla città. E ieri il figlio del colonnello, Saif, aveva assicurato: "La riconquisteremo entro quarantotto ore". Intanto oggi torna a riunirsi il Consiglio di sicurezza dell'Onu per discutere sulla no fly zone. Gli Stati Uniti sperano che arrivi il via libera al divieto di sorvolo, ma si dicono pronti a misure che vadano "oltre".
Il raìs vuole Misurata. Già ieri la città è stata teatro di scontri violenti tra forze governative e insorti. Fonti mediche hanno riferito all'emittente Al Jazeera che il bilancio è di un centinaio di morti; ottanta sarebbero miliziani pro-Gheddafi. Ma Gheddafi è convinto che la città tornerà sotto il suo controllo entro oggi. "La battaglia a Misurata continuerà giovedì -aveva detto il colonnello in un discorso trasmesso ieri sera dalla tv di Stato – quando ci sarà la battaglia decisiva. Sarete chiamati – ha aggiunto, rivolgendosi ai giovani della città – a prendere le armi e a partecipare, perché Misurata non può essere lasciata in mano a un manipolo di folli".