09 giu. – La bozza di risoluzione che
sara' votata dal Consiglio di Sicurezza dell'Onu domani alle 10
locali (le 16 in Italia) elenca 41 entita' iraniane sospettate
di avere legami con il programma nucleare di Teheran e che
saranno oggetto delle sanzioni. Lo riferiscono fonti
diplomatiche aggiungendo che almeno un nome potrebbe essere
escluso all'ultimo momento. Nel mirino banche, armi, navi e
investimenti ma anche il capo dell'ente atomico nazionale e
aziende.
sara' votata dal Consiglio di Sicurezza dell'Onu domani alle 10
locali (le 16 in Italia) elenca 41 entita' iraniane sospettate
di avere legami con il programma nucleare di Teheran e che
saranno oggetto delle sanzioni. Lo riferiscono fonti
diplomatiche aggiungendo che almeno un nome potrebbe essere
escluso all'ultimo momento. Nel mirino banche, armi, navi e
investimenti ma anche il capo dell'ente atomico nazionale e
aziende.
LIBIA: TRIPOLI CHIUDE UFFICIO UNHCR. NUOVO RISCHIO SBARCHI IN ITALIA? - Torna il rischio di nuovi sbarchi di
clandestini sulle coste italiane, dopo che mercoledi' scorso
la Libia ha deciso di chiudere l'ufficio dell'Agenzia Onu per
i rifugiati (UNHCR), che da 19 anni valuta le domande dei
richiedenti e assegna eventualmente lo status di rifugiato.
Uno scenario ''ancora prematuro'' – spiega all'Asca Laura
Boldrini, portavoce dell'Alto Commissariato delle Nazioni
Unite per i Rifugiati (UNHCR)in Italia – ma non da
escludere.
clandestini sulle coste italiane, dopo che mercoledi' scorso
la Libia ha deciso di chiudere l'ufficio dell'Agenzia Onu per
i rifugiati (UNHCR), che da 19 anni valuta le domande dei
richiedenti e assegna eventualmente lo status di rifugiato.
Uno scenario ''ancora prematuro'' – spiega all'Asca Laura
Boldrini, portavoce dell'Alto Commissariato delle Nazioni
Unite per i Rifugiati (UNHCR)in Italia – ma non da
escludere.
''E' difficile e prematuro fare previsioni sulle
conseguenze della decisione di Tripoli di chiudere il nostro
ufficio. Certo e' che gia' ieri e' stata intercettata
un'imbarcazione di eritrei alla deriva per 24 ore. Poi
respinta e riportata indietro. Non e' esclusa – sottolinea
Boldrini – una connessione tra le due cose''.
In pratica, i clandestini potrebbero prendere la via del
mare non trovando piu' a Tripoli una struttura idonea ad
accogliere la loro richiesta di rifugiati. E dalla Libia, la
destinazione piu' immediata e' appunto l'Italia.
Riguardo invece alle motivazioni che hanno spinto le
autorita' libiche a chiudere l'ufficio dell'UNHCR per ora non
e' dato sapere. ''Non ci e' arrivata alcuna motivazione.
Speriamo che si tratti di una chiusura temporanea. Operiamo
in Libia da 19 anni e nonostante questo, Tripoli non ci ha
mai riconosciuti formalmente'', conclude il portavoce
dell'UNHCR.
FRATTINI, LIBIA RICONOSCA AGENZIA ONU
- ''Chiediamo alla Libia di avviare
il negoziato per un accordo di sede in grado di garantire quella
immunita' diplomatica alla sede dell'organizzazione dell'Onu e
farla funzionare''. E' quanto ha sottolineato il ministro degli
Esteri, Franco Frattini, interpellato sulla chiusura da parte
libica dell'ufficio di Tripoli dell'alto commissariato Onu per i
rifugiati.
Sulla vicenda – ha spiegato Frattini conversando con i
giornalisti a Berlino – ''abbiamo chiesto spiegazioni. Ci e'
stato detto che mancava un accordo di sede finalizzato a
regolare'' la vicenda. Ora chiediamo alla Libia – ha ribadito -
''di avviare il negoziato'' per arrivare a quell'accordo
mancante.
- ''Chiediamo alla Libia di avviare
il negoziato per un accordo di sede in grado di garantire quella
immunita' diplomatica alla sede dell'organizzazione dell'Onu e
farla funzionare''. E' quanto ha sottolineato il ministro degli
Esteri, Franco Frattini, interpellato sulla chiusura da parte
libica dell'ufficio di Tripoli dell'alto commissariato Onu per i
rifugiati.
Sulla vicenda – ha spiegato Frattini conversando con i
giornalisti a Berlino – ''abbiamo chiesto spiegazioni. Ci e'
stato detto che mancava un accordo di sede finalizzato a
regolare'' la vicenda. Ora chiediamo alla Libia – ha ribadito -
''di avviare il negoziato'' per arrivare a quell'accordo
mancante.















