03 giu. – Roberta Mazzacane – Per tentare di fermare l'enorme fuoriuscita di petrolio dalla petrolifera incendiatasi ormai un mese fa nel Golfo dei Messico l'ultima carta, dopo i precedenti falliti tentativi del colosso petrolifero British Petroleum, il governo mericano la gioca cercando l'aiuto del regista di "Avatar" James Cameron. Infattiieri si e' svolta una tavola
rotonda a Washington
con l'Agenzia di protezione ambientale insieme a scienziati, ingegneri, oceanografi ed esperti, tra cui il regista di Titanic e  The Abyss James Cameron, interpellato in quanto esperto di tecnologie sottomarine. L'aiuto del regista potrebbe essere prezioso, non solo per le sue esperienze cinematografiche subacquee, ma anche perche' Cameron è un appassionato della materia al punto da avere una flotta di mini-sommergibili, piattaforme da esplorazione e robot marini (valutati 400 milioni di dollari) che nei giorni scorsi ha messo a disposizione della Bp. Ma la compagnia petrolifera ha rifiutato la sua offerta di aiuto, scatenando ulteriori critiche. "In queste ultime settimane ho visto, come tutti noi, con crescente orrore e angoscia, quel che sta accadendo nel Golfo – ha detto il regista – e ho pensato che questi imbecilli non sanno quello che fanno"  dopo che la sua offerta di dare aiuto alla Bp è stata liquidata dal colosso energetico britannico.
Il colosso BP, proprietario della Deepwater Horizon da cui fuoriescono oltre 3.000 litri di greggio al
giorno, e' sempre piu' additato come il principale responsabile del piu' dannoso distastro ambientale che si sia mai verificato e da ogni parte del mondo si levano accuse e critiche. Non ultima la protesta nata sul principale social network. Su facebook già 300.000 persone hanno aderito alla campagna di boicottaggio "Boicotta le stazioni Bp finchè non saranno vuote. Per sempre": questo e' l'urlo di guerra della campagna che segnala i marchi riconducibili a BP: Castrol, Arco, Aral, am/pm, Amoco e Wild Bean Cafe.