24 apr. – Dibattiti scialbi, scarso interesse del pubblico, poca attenzione persino sui giornali. Dopo un inizio piuttosto virulento, le presidenziali che si svolgono in Austria domenica non sono certamente di quelle che resteranno nella storia. Il presidente uscente, Heinz Fischer, 71 anni, nei sondaggi viaggia all'80%, molto distaccato dai due sfidanti, anzitutto Barbara Rosenkranz, 51 anni, madre di 10 figli legata all'estrema destra dei Liberalnazionali (Fpoe) che furono di Joerg Haider; e infine, l'ultracattolico Rudolf Gehring, 61 anni. Questa sera ci sono gli ultimi comizi in piazza dei tre candidati.
Sulla rielezione di Fischer, personaggio abbastanza amato in Austria non ci sono dunque dubbi. Il voto e' in realta' soprattutto importante per capire la forza dell'estrema destra, che, grazie al volitivo Heinz-Christian Strache da un paio d'anni ha rialzato la testa dopo scissioni, divisioni e la morte di Haider. Con lui l'Fpoe ha ritrovato forza anche con i vecchi slogan xenofobi cari a Joerg Haider.
Rosenkranz, da anni in politica ma che ama definirsi 'casalinga', e ha dato ai 10 figli nomi ultragermanici, ha fatto scalpore, per dichiarazioni che hanno sconcertato l'opinione pubblica. Appena raggiunte le firme necessarie per la sua candidatura, e la conferma formale, Rosenkranz ha chiesto l'eliminazione della legge che punisce con pesanti sanzioni, incluso il carcere, la negazione dell'Olocausto. Ha nicchiato in modo clamoroso quando le e' stato chiesto di riconoscere l'esistenza delle camere a gas nei campi di concentramento.Soltanto la pressione del piu' potente e venduto quotidiano austriaco, la 'Kronenzeitung', l'ha 'obbligata' a distanziarsi formalmente dal nazismo, e questo addirittura con una dichiarazione dal notaio. Oggi il sito online del quotidiano 'Oesterreich', sostiene che che Rosenkranz avrebbe addirittura intonato, nel 2008, una canzone studentesca nazista, considerato l''inno' di Heinrich Himmler.
Non stupisce dunque se la Rosenkranz, che ha fatto campagna sui valori tradizionali ('I valori richiedono coraggio', patria, famiglia), e' stata oggetto di durissime proteste. Subito dopo la sua candidatura, gli avversari dell'estrema destra hanno dato vita a una riedizione del 'Lichtermeer', il mare di luce (migliaia in piazza la sera con una candela in mano) con cui gia' all'inizio degli anni Novanta tanti dimostrarono contro Haider. Motto della dimostrazione: "ogni voto per Rosenkranz e' una vergogna per l'Austria". Un'altra manifestazione si e' svolta questo pomeriggio a Vienna.
Le dimostrazioni in piazza non devono pero' ingannare, i liberalnazionali insieme ai resti del Bzoe (lega per il futuro dell'Austria, il partito con cui Haider, negli ultimi anni di vita, si era scisso dall'Fpoe), sfiorano nei sondaggi il 30%. E non e' da escludere che molti sostenitori della destra affluiscano in massa per dare un 'segnale'. Una Rosenkranz al 20% sarebbe certamente una vittoria di fatto per il partito oggi guidato da Strache.
L'altro candidato, l'arcicattolico Rehling, invece, rimane un perfetto sconosciuto, e non dovrebbe ottenere molti voti, se non quelli di chi, legato ai popolari (che non hanno un proprio candidato), non vogliono votare un socialista. Lo stesso partito popolare (OeVP) ha suggerito ai propri elettori di votare scheda bianca, piuttosto che il 'rosso' Fischer. Rehling su molti punti e' molto piu' vicino a Rosenkranz: no ai matrimoni gay, immigrati, rischio 'islamizzazione del paese'. "Siamo su molti punti sulla stessa linea", ha detto la stessa Rosenkranz.
Chi la pensa cosi', votera' piuttosto per lei, forte dell'appoggio dell'Fpoe, che per Rehling, appoggiato da un partitino 'Die Christen' (i cristiani) che non e' mai riuscito a entrare in Parlamento. Il dibattito di lunedi', comunque, c'e' da giurarci, sara' tutto su come sono andati i liberalnazionali, e le accese dichiarazioni di Heinz-Christian Strache. Il vero vincitore, comunque, potrebbe essere l'astensionismo, favorita, dicono i metereologi, da una bellissima domenica di sole.