I "giovani della rivoluzione" dello Yemen chiedono un consiglio presidenziale ad interim per governare il paese dopo la partenza di Ali Abdullah Saleh, operato ieri in Arabia Saudita dopo essere rimasto ferito in un attacco al palazzo presidenziale nei giorni scorsi.
In un comunicato, i giovani dissidenti propongono un consiglio che rappresenti "tutte le forze politiche", il cui compito sarebbe quello di "formare un governo di tecnici", "un consiglio transitorio" e di elaborare "una nuova costituzione".
Nella stessa nota, i giovani dissidenti si compiacciono della "partenza" del capo dello Stato.
Nella stessa nota, i giovani dissidenti si compiacciono della "partenza" del capo dello Stato.
"La rivoluzione ha realizzato il suo primo obiettivo: la cacciata di Saleh", affermano impegnandosi a proseguire gli assembramenti, fino al raggiungimento di tutti gli obiettivi" del loro movimento pacifico.
La partenza di Saleh è stata festeggiata da migliaia di manifestanti a Sanaa. Ma il presidente, che ieri è stato operato con successo a Riad, dovrebbe rientrare nella capitale yemenita dopo due settimane di convalescenza.















