A quanto rivela una fonte saudita, le condizioni di salute del presidente yemenita, Ali Abdullah Saleh, sono peggiori di quelle annunciate nei giorni scorsi.
Secondo quanto riporta il sito internet della Cnn, fonti del governo statunitense informate sul dossier hanno inoltre affermato che il presidente yemenita ha riportato ustioni sul 40 per cento del corpo e ha un polmone collassato. Il destino del leader ferito, intanto, resta incerto. Saleh è rimasto ferito venerdì in un attentato compiuto contro una moschea nella residenza presidenziale ed è attualmente ricoverato in Arabia Saudita.
Una fonte diplomatica araba informata sulle condizioni di Saleh ha indicato che una delle ferite, causata da una scheggia, è profonda sette centimetri. Secondo altre fonti diplomatiche, l'attacco è stato sferrato con una bomba.
Una fonte diplomatica araba informata sulle condizioni di Saleh ha indicato che una delle ferite, causata da una scheggia, è profonda sette centimetri. Secondo altre fonti diplomatiche, l'attacco è stato sferrato con una bomba.
Gli inquirenti yemeniti si stanno focalizzando "su ciò che è accaduto all'interno della moschea", non su un attentato con un razzo o colpi di mortaio, a quanto trapelato e riportato dalla Cnn.
Un'altra fonte ha ribadito che l'esplosione non è stata l'opera di un kamikaze e che l'indagine yemenita è "ancora in corso". La scorsa settimana, però, un responsabile yemenita aveva dichiarato a condizione dell'anonimato che Saleh era all'interno della moschea quando due proiettili erano stati sparati nel corso della preghiera del venerdì.
Intanto, nove soldati e sei uomini armati, che il governo accusa di avere legami con al Qaida, sono rimasti uccisi nei violenti combattimenti scoppiati nel corso della notte nel sud dello Yemen. Lo rivelano fonti ospedaliere.
Intanto, nove soldati e sei uomini armati, che il governo accusa di avere legami con al Qaida, sono rimasti uccisi nei violenti combattimenti scoppiati nel corso della notte nel sud dello Yemen. Lo rivelano fonti ospedaliere.
I combattimenti si sono verificati nei pressi di Zinjibar, da dove sin da ieri si erano ammassate le forze militari per dare l’assalto alla città in mano ad armati che si sono definiti «Partigiani della Sharia». Gli scontri sono scoppiati quando l’esercito ha tentato di farsi strada verso l’interno della città . La regione è considerata una roccaforte di al Qaida.















