Dal nostro inviato FRANCESCO GUERZONI - Il Parlamento Europeo ha fallito, per la terza volta consecutiva, il tentativo di produrre una dichiarazione finale, condivisa dagli omologhi Albanesi d'entrambi i partiti politici, sulla situazione politica ed i passi piu' importanti che il Paese deve compiere per uscire dalla crisi.

L'incontro, tenutosi a Bruxelles questa volta a porte chiuse e poco dopo la decisione del Collegio Elettorale Albanese di accogliere "parzialmente" il ricorso presentato dal Partito Socialista, e quindi in un clima evidentemente teso, ha visto molta poca condivisione ma tanta ostilita', soprattutto tra i rappresentanti del Partito socialista albanese e quelli del Partito Democratico. Secondo Datmir Bushati (PS) infatti: "Sfortunatamente le elezioni locali hanno deteriorato il clima politico e non siamo riusciti a risolvere la situazione. La candidatura all'Unione Europea, in queste condizioni, diventa problematica".

Molto duro e piuttosto polemico l'intervento della Parlamentare del PD Albana Vokshi rivolto al Commissario Europeo per l'Allargamento Stefan Fule: "Prima di tutto, vorrei sapere se il Signor Fule sia a conoscenza della lettera aperta che Edi Rama ha indirizzato al popolo e delle minacce che ha rivolto ai giudici. Hanno forse preso in considerazione l'aspetto etico?(…) Vorrei anche chiedergli se sia a conoscenza della dichiarazione che il Signor Rama ha rilasciato un'ora fa, dicendo che non solo non accettera' la decisione che e' stata presa da un'Alta Istituzione come il Collegio Elettorale, ma ha anche sottolineato che il Partito Socialista seguira' il suo piano fino alla fine, cioe' sovvertire il governo". Vokshi ha terminato il suo intervento domandando a Fule cosa succederebbe se una persona facesse dichiarazioni del genere "nei vostri Paesi".

Il Commissario Europeo per l'Allargamento ha risposto, irritato, che queste domande non devono essere rivolte a lui ma ai colleghi del Parlamento Albanese, ricordando inoltre che se l'Albania vuole entrare in Europa governo e opposizione devono "costruire un ponte che li unisca", altrimenti possono tranquillamente continuare nella direzione opposta, come e' avvenuto finora.

Insomma parole dure e toni accesi, in un incontro che ha confermato ancora una volta quanto le elezioni dell'8 maggio fossero il test forse piu' importante per l'Albania nel suo cammino verso la candidatura all'Unione Europea, test che di sicuro non e' stato superato.

La tensione politica e' alle stelle, molti temono un'altra rivolta popolare, e non mancano nemmeno gli effetti negativi sulla gia' precaria economia albanese: ieri la Banca Centrale ha fatto sapere che, nel periodo tra Gennaio e Marzo 2011 sono entrati nel Paese 173 milioni di Euro di investimenti ma piu' di 115 sono stati trasferiti all'Estero nel mese di Febbraio. La crisi politica prolungata ha costretto gli investitori a "congelare gli investimenti", fenomeno mai accaduto prima.