Finisce in tragedia la protesta contro il regime siriano nelle citta' di Homs e Mayadin. L'esercito ha sparato contro i manifestanti , uccidendo quattro persone e ferendone altre sei. Come se non bastasse, tre dei feriti sono stati trasportati alla stazione di polizia e picchiati ulteriormente dagli agenti.
Stando alle notizie diffuse dalle associazioni in difesa dei diritti civili, anche nella città di Hama, la gente in protesta e' stata attaccata con violenza. I civili aggrediti erano dimostranti 'pro-democrazia' che si sono scontrati con i difensori del regime.
Oltre ai morti e ai feriti registrati pare che
ci siano anche decide di studenti arrestati nella sede dell'Università e
altre dodici persone, tra cui il muezzin di una moschea, portati via
dal villaggio di Tel Rifaat. 
Il caos è stato causato dal fatto che, oggi, nelle piazze siriane si sono ritrovate migliaia di persone con pensieri diversi. Da una parte c'erano i cortei a sostegno del presidente e del suo piano di riforme da poco annunciato, dall'altra, gli oppositori in protesta per via del discorso di Bashar el-Assad.
Le forze di sicurezza siriane hanno eretto un vero e proprio cordone intorno ad Aleppo e il clima di tensione è palpabile da ormai qualche giorno.
Le agitazioni sono iniziate, non a caso, dopo il discorso alla Nazione pronunciato dal Bashar el-Assad che ha promesso riforme ma non ha mai posto fine alla repressione violenta che va avanti da marzo. Tra le sue proposte c'è l'amnistia generale, la seconda nelle ultime settimane dopo quella del 31 maggio scorso. Il nuovo provvedimento, secondo l'agenzia di stampa ufficiale 'Sana', interesserà tutti i reati commessi prima di lunedì 20 giugno.

Le Reazioni. Il ministro degli Esteri italiano, Franco Frattini, prende le distanze dal discorso del presidente siriano, Bashar el-Assad e dal suo atteggiamento. "Non mi aspettavo molto da lui – ha dichiarato Frattini – ma ora ha perso ogni connessione con la realtà". Frattini ha ribadito la posizione dell'Italia a favore di una risoluzione dell'Onu della situazione siriana, in linea con la Francia. Solo la Russia continua a rifiutare un intervento in Siria che preveda l'uso della forza.