Gli Stati Uniti cercano di concretizzare il loro intervento sul debito pubblico; alle 18:00 di domenica ( mezzanotte ora italiana), il presidente Obama ha ricevuto i leader del Congresso  per cercare di raggiungere un accordo, che Barack vorrebbe fosse trovato "entro dieci giorni".
Il primo incontro, durato meno di novanta minuti, è solo l'inizio di una trattativa che pero' si annuncia piu' complessa di quanto la Casa Bianca non sperasse, soprattutto per le pressioni dei repubblicani che porterannno quasi sicuramente alla rinuncia da parte del presidente al pacchetto "bilanciato" di tagli alla spesa pubblica e aumenti delle tasse per i piu' ricchi che avrebbero dovuto incidere per circa 4 mila miliardi in dieci anni.

John Boehner, speaker repubblicano della Camera, ha confermato che il partito repubblicano non intende appoggiare una manovra in cui sia previsto un aumento delle imposte: poiche' "la Casa Bianca non vuole rinunciare all'aumento delle tasse è meglio puntare su interventi di portata minore" aveva fatto sapere con una nota alla quale non è mancata la replica: "Non possiamo chiedere alla classe media e agli anziani di sostenere tutto il peso di costi più alti e dei tagli di bilancio".

L'intera trattativa dunque è in balia di due spinte contrastanti, quella democratica e quella repubblicana, che pero' non appare cosi' solida, soprattutto per quel che riguarda la questione del debito pubblico.
Come ha spiegato il Segretario al Tesoro, Timothy Geithner: "Nel mese di agosto dobbiamo onorare gli interessi sul nostro debito. Ci servono 800 miliardi di dollari". E la legge deve entrare in vigore entro il 2 agosto, per cui i parlamentari devono cominciare a stendere il testo almeno il 20-22 luglio.