Due elicotteri della Nato provenienti dall'Afghanistan hanno sconfinato in Pakistan uccidendo tre soldati di Islamabad, nel quarto attacco oltre confine degli ultimi giorni. Lo riferiscono fonti della sicurezza pakistana. Nel frattempo ill convoglio destinato alle truppe stanziate in Afghanistan è stato bloccato al valico di frontiera di Torkhan dalla polizia doganale di Islamabad.

"Gli elicotteri della Nato sono penetrati nel nostro spazio aereo per oltre 5 km colpendo un posto di blocco di paramilitari uccidendo tre soldati e ferendone altri tre", ha reso noto un alto ufficiale della sicurezza pakistana. In un comunicato l’Isaf (Forza internazionale di assistenza alla sicurezza), la missione a guida Nato in Afghanistan, ha riconosciuto che i suoi elicotteri hanno sparato questa mattina contro "un gruppo di ribelli che tentava di sparare colpi di mortaio contro una base della coalizione" nell’est dell’Afghanistan, vicino alla frontiera.

"L’equipaggio ha riportato che gli elicotteri non erano penetrati nello spazio aereo pachistano e pensava che la posizione dei ribelli fosse in territorio afgano", ha proseguito l’Isaf che sull'incidente ha aperto un'inchiesta. Gli attacchi avvengono nel quadro di una recente intensificazione delle azioni americane contro i talebani che si nascondono nella zone tribali pachistane alla frontiera con l'Afghanistan per condurre attacchi oltreconfine. La morte di tre soldati pachistani rischia d'intensificare la tensione fra gli americani e gli alleati pachistani. Non sembrerebbe un caso la chiusura, ordinata da Islamabad, della frontiera con l'Afghanistan per autocisterne e camion con rifornimenti della Nato. Teatro dell'incidente è stato il villaggio di Mandati Kandaw a nord-ovest di Parachinar, il capoluogo del distretto di Kurram nell'area tribale semiautonoma al confine con l'Afghanistan.

Si tratta del secondo sconfinamento di elicotteri Nato dopo quello avvenuto la scorsa settimana, che aveva sollevato dure reazioni da parte del governo. In un comunicato, il ministero degli esteri aveva detto che l'Isaf e la Nato "non sono state autorizzare a partecipare ad nessuna operazione militare che violi il mandato dell'Onu" e che "in assenza di misure correttive immediate, il Pakistan sarà costretto a considerare alcune opzioni in risposta".