Irene e' arrivato puntuale come un orologio svizzero anche a New York. La Grande Mela e' assediata dalla tempesa. Chi e' riuscito a ripsettare i piani di evacuazione previsti evitera' il peggio, per gli altri non c'e' piu' tempo.
"Il tempo per l'evacuazione e' scaduto – ha detto il sindaco di New York, Michael Bloomberg – Adesso tutti dovrebbero andare dentro e restare li'. Tenete conto degli avvisi".
Pioggia a dirotto su Coney Island ma il picco si avra' nella mattinata di domenica e sino a lunedi' pomeriggio. Gli edifici piu' alti oscillano, le barce nei porti sono a rischio. Nello Stato di New York oltre ai venti dell'uragano Irene a 140 km/h c'e' stata anche una lieve scossa di terremoto di magnitudo 2,9. L'epicentro è stato localizzato nella capitale dello Stato, Albany.
I voli da e per la citta' sono stati annullati e la metropolitana e' stata chiusa. Si tratta del primo caso di chiusura per cause naturali nella Grande Mela.
L'elettricita' inizia a mancare un po' ovunque. Al momento sono circa 1 milione gli americani senza luce. Sale anche il conteggio delle vittime, nove tra North Carolina e Virginia. Il presidente Obama sta monitorando l'emergenza, definendo queste 72 ore lunghe e difficili.