Servono riforme strutturali e l'innalzamento della crescita potenziale. Sono questi i due punti su cui ha messo l'accento il presidente della Bce, Jean-Claude Trichet, nel corso di una conferenza stampa al termine del direttivo in trasferta a Berlino, in cui ha commentato la lettera inviata al governo italiano. ''Noi individuiamo cose che sono importanti, non negoziamo con i governi – ha spiegato Trichet – inviamo messaggi come Eurosistema e guardiamo a quello che e' stato deciso''. Per quanto riguarda l'Italia e le misure indicate nella lettera indirizzate al premier Silvio Berlusconi firmata con Mario Draghi, il presidente della Bce ha sottolineato che ''ci sono alcune decisioni che sono state prese, altre che hanno rappresentato una sfida e poi finalmente sono state implementate''. Al suo successore alla guida della Bce, non da' consigli, ''non ne ha bisogno – ha spiegato – sa meglio di chiunque altro come funziona il Consiglio direttivo, come tutti noi Draghi e' totalmente dedito al nostro mandato principale''.
GLI INTERVENTI DELLA BCE – La decisione di mantenere fermi i tassi all'1,5% e' stata presa ''a maggioranza'', ha fatto sapere Trichet, spiegando che un intervento per potenziare il fondo salva-Stati ''non sarebbe appropriato''. Stabilite, invece, iniezioni di liquidita' a favore delle banche: due nuove operazioni di rifinanziamento con prestiti a 12 e 13 mesi.