Il presidente americano Obama ha illustrato, in un incontro con la stampa al Pentagono, insieme al segretario della difesa, Leon Panetta, e al capo degli stati maggiori riuniti, il generale Martin Dempsey, la nuova dottrina strategica della Casa Bianca.
Saranno previsti tagli al bilancio militare, piu' attenzione alla pianificazione militare verso l'Asia e l'abbandono di operazioni su larga scala come quella in Iraq, conclusa da pochi giorni, e come quella ancora in corso dell'Afghanistan.
Tutte mosse che sarebbero atte a mantenere l'esercito in grado di vincere una guerra e contemporaneamente conservare il potere di deterrenza su un altro eventuale fronte.
Per quel che concerne la situazione in Medio Oriente, il documento sulla nuova strategia comprenderebbe tagli per una cifra che si aggira attorno ai 450 miliardi di dollari, spalmati nei prossimi dieci anni.
"Le riduzioni di bilancio non andranno a spese delle capacita' cruciali ma saranno fatte in modo responsabile", ha affermato Obama assicurando che gli Stati Uniti continueranno a contribuire alla Nato che si e' dimostrata importante nell'intervento in Libia.
Gli USA, quindi, abbandoneranno progetti a lungo termine di nation-building con la presenza di vasti contingenti militari. Nonostante cio' non verra' abbassato il livello di attenzione rivolto al Medio Oriente e ai cambiamenti sociali in atto nella sue zone.
Anche se l'esercito diventera' piu' snello, gli Stati Uniti "manterranno comunque la loro superiorita'", ha sottolineato il presidente, anche se non disporranno pero' di un esercito cosi' grande da poter condurre prolungate operazione di stabilizzazioni su larga scala. L'arsenale nucleare sara' ridotto – in accordo alla firma del trattato Start tra Obama e Medvedev – ma potra' comunque essere in grado di garantire "gli obiettivi di deterrenza".