Togliere ai ricchi per dare ai poveri. Barack Obama inizia a fare campagna elettorale con il discorso sullo stato dell'Unione che ha tenuto ieri alle due Camere del Parlamento e sfrutta l'occasione per piantare i semi che dovra' poi raccogliere il prossimo novembre quando ci saranno le elezioni presidenziali. Mentre i candidati alle primarie repubblicane si scannano con accuse sempre piu' pesanti, Obama disegna con chiarezza quale sara' la scelta che il popolo americano si trovera' a fare tra qualche mese: "Se vogliamo essere un paese dove sta bene solo una minoranza sempre piu' ristretta, o dove ciascuno ha la parte che gli spetta", dice il presidente.
In un'ora e cinque minuti di discorso, Obama tesse le lodi del suo mandato e ricorda i risultati raggiunti. Le standing ovation non sono mancate, specialmente quando ha ricordato di aver dato il bentornato alle ultime truppe statunitensi dall'Iraq e quando ha detto che "per la prima volta da due decenni Osama Bin Laden non minaccia piu' gli americani, e anche la maggior parte dei luogotenenti di Al Qaeda sono in rotta". E rilancia la tassa sui supermilionari, la cosiddetta Buffet Tax: "Se guadagni piu' di un milione di dollari all'anno non devi pagare meno del 30%".















