Con la morte di Muammar Gheddafi cessano i presupposti per la missione militare della Nato in Libia. A Bruxelles e' in programma un consiglio Atlantico per discutere della chiusura delle operazioni militari. Gli ambasciatori dovranno decidere del futuro della missione che era stata istitutita per affiancare gli insorti nella loro battaglia per la caduta del regime del Rais.
L'operazione in Libia ha preso il via il 31 marzo e probabilmente si chiudera' in maniera graduale:all'Alleanza il compito di verificare se vi siano le condizioni di sicurezza per i civili e, soprattutto se le nuove autorita' sono in grado di mantenere la pace nel Paese. Gli Stati Membri comunque non hanno ancora una posizione unanime: la Francia, che aveva fortemente caldeggiato la missione ha gia' comunicato di ritenerla "conclusa": Alain Juppe', Ministro degli esteri transalpino, ha comunicato: "Penso che possiamo dire che l'operazione militare della Nato e' conclusa e che l'insieme del territorio libico e' sotto il controllo del Cnt". Sulla stessa linea anche l'Italia, come hanno testimoniato le dichiarazioni delle alte cariche sin dai primi minuti dopo che la notizia della morte del Rais si e' diffusa. A mettere le mani avanti pero' e' la Gran Bretagna, che spiega che il termine potra' essere messo solo appena si sara' assicurata la condizione di sicurezza dei civili.
Anders Fogh Rasmussenn, segretario generale della Nato, proprio giovedi' pomeriggio aveva spiegato che il momento di dichiarare la fine del conflitto "e' molto piu' vicino. Concluderemo la missione coordinandoci con l'Onu e il Cnt". Allo stesso modo si e' espresso il presidente americano Barack Obama: "Tutto lascia immaginare che l'operazione non durera' ancora per molto"; entrambe le fonti hanno ammesso che la morte del colonnello non era l'obiettivo della missione.















