Si chiude con la sentenza di colpevolezza per il medico Conrad Murray, il processo per la morte di Michael Jackson. Omicidio colposo involontario, e' questa la decisione unanime della corte che si e' spressa contro il medico che avrebbe fatto al re del pop l'iniezione letale di Propofol, un anestetico. Ora Murray rischia fino a 4 anni di carcere, ma la pena sara' stabilita un una nuova udienza che si terra il prossimo 29 novembre.

Secondo l'accusa, Murray sarebbe colpevole di aver lasciato solo Jackson e di aver dato molto in ritardo l'allarme sulle condizioni del cantante, perche' impegnato ad amoreggiare con la cameriera.
Smentita completamente la tesi della difesa che sin da subito aveva voluto puntare sulla teoria della disintossicazione. Sempre secondo la difesa, fu lo stesso Michael Jackson ad iniettarsi la dose fatale, approfittando dell'assenza del medico che era in bagno.
Il processo per la morte di Michael Jackson aveva gia' fatto scalpore a causa delle foto shock e delle immagini durissime del corpo del cantante che erano state mostrate proprio durante una delle udienze e che avevano fatto il giro del mondo.