Benedetto XVI invoca la pace per la Terra Santa e l'attuazione urgente di "concreti progetti" con tale obiettivo. "Mi associo al Patriarca Latino di Gerusalemme e al Custode di Terra Santa – ha detto il Santo Padre durante l'Angelus – nell'invitare tutti a pregare il Signore affinché faccia convergere le menti e i cuori in concreti progetti di pace". Il Pontefice ha poi liberato in Piazza San Pietro due colombe bianche, simbolo di pace.
Ai fedeli presenti in San Pietro il Papa ha ricordato anche che "nei prossimi giorni, in vari Paesi dell'Estremo Oriente si celebra, con gioia, specialmente nell'intimità delle famiglie, il capodanno lunare. A tutti quei grandi popoli auguro di cuore serenità e prosperità".
Commentando il brano evangelico delle Beatitudini, Benedetto XVI ha detto che "la Chiesa non teme la povertà, il disprezzo, la persecuzione in una società spesso attratta dal benessere materiale e dal potere mondano. Il Vangelo delle Beatitudini si commenta con la storia stessa della Chiesa, la storia della santità cristiana, perché – come scrive san Paolo – 'quello che è debole per il mondo, Dio lo ha scelto per confondere i forti; quello che è ignobile e disprezzato per il mondo, quello che è nulla, Dio lo ha scelto per ridurre al nulla le cose che sono'", ha detto il Papa.
"Le Beatitudini sono un nuovo programma di vita, per liberarsi dal falsi valori del mondo e aprirsi ai veri beni, presenti e futuri". Secondo il Pontefice, "quando Dio consola, sazia la fame di giustizia, asciuga le lacrime degli afflitti, significa che, oltre a ricompensare ciascuno in modo sensibile, apre il Regno dei Cieli".
Al termine dell'Angelus, il Papa, con due bambini, ha liberato due colombe bianche, simbolo di pace. E queste, come era accaduto più volte durante il Pontificato di Wojtyla, non hanno voluto allontanarsi subito, rientrando nello studio dell'appartamento privato del Santo Padre, mentre Ratzinger guardava divertito.