Più di cento morti in cinque giorni (150 secondo Al Jazeera, 33 solo sabato secondo fonti mediche), un regime incalzato dalle proteste dei cittadini, la polizia che spara sulla folla. In Egitto non c'è traccia di una tregua, nonostante le nomine decise dal presidente Hosni Mubarak, che ha affidato la vicepresidenza al capo dei servizi segreti Omar Suleiman, ruolo mai ricoperto dalla sua ascesa al potere trent'anni fa. Le nomine sono state respinte dai Fratelli Musulmani, la principale forza di opposizione.
La tensione cresce: l'ambasciata americana al Cairo ha invitato i cittadini statunitensi a lasciare l'Egitto prima possibile. I voli per l'evacuazione cominceranno luned. Anche la Turchia sta mandando in Egitto due aerei di linea per evacuare i propri cittadini e Seul ha invitato i sudcoreani ad abbandonare il Paese. Nella Striscia di Gaza Hamas ha chiuso la frontiera a Rafah. C
La capitale è presidiata dall'esercito.
Sono diversi i Paesi che si stanno adoperando per evacuare i loro connazionali dall'Egitto, dove oggi si tiene il settimo giorno di protesta contro il governo di Hosni Mubarak. Canada, Cina, Giappone, Iraq, Kuwait, Turchia e altri Stati hanno annunciato che invieranno voli charter per portare i propri cittadini fuori dall'Egitto, dove oltre 150 persone sono rimaste vittime della rivolta e migliaia di altre sono state ferite.
Il ministro degli Esteri del Canada, Lawrence Cannon, ha detto che il suo ''governo raccomanda ai canadesi di andarsene. Il governo ha piani di evacuazione per i cittadini canadesi in Egitto che vogliono partire''. Il ministro canadese ha anche chiesto a Mubarak di "ascoltare le aspirazioni del popolo egiziano".
Oggi la stazione centrale della tv cinese ha detto che anche Pechino ha inviato un volo della Air China al Cairo "per riportare a casa i turisti cinesi che si trovano all'aeroporto". Il Giappone ha invece deciso di inviare oggi tre voli charter per portare i propri concittadini dal Cairo a Roma, come ha spiegato un funzionario del ministero degli Esteri di Tokyo. Sono circa cinquecento i giapponesi rifugiati all'aeroporto internazionale del Cairo da quando sono iniziate le proteste anti Mubarak.
Il governo turco ha inviati ieri tre aerei al Cairo e due ad Alessandria per far rientrare i suoi connazionali. Intanto, negli scali aeroportuali del Cairo, restano numerosi cittadini in attesa di partire per l'Europa o per altre destinazioni.
GIALLO MUBARAK
Intanto resta un mistero la sorte di Mubarak e della sua famiglia, moglie e due figli: secondo Al Jazeera questi ultimi si sarebbero rifugiati a Londra, ma lo notizia è stata smentita dalla tv di Stato. La stessa emittente ha diffuso le immagini del presidente 82enne mentre incontra i vertici militari al Cairo, nel centro operativo dell'esercito, alla presenza di Suleiman e del ministro della Difesa per seguire le operazioni di controllo della sicurezza. Secondo altre voci, Mubarak si sarebbe rifugiato nella sua villa di Sharm el-Sheikh, ma intorno all'edificio – che in passato ha ospitato molti vertici con capi di Stato – si vedono poche forze di sicurezza. Una notizia che potrebbe essere confermata: le forze armate sono infatti entrate nella rinomata località turistica.
Al lavoro la diplomazia internazionale. Dopo gli appelli del presidente americano Obama e di molti leader europei, ha parlato anche il segretario di Stato Usa Hillary Clinton esortando le autorità egiziane ad avviare un dialogo con i dimostranti che porti il Paese sulla strada delle riforme economiche e politiche. Gli Stati Uniti, ha aggiunto, premono perché ci sia una transizione ordinata di poteri che eviti il caos e l'anarchia. Non è mancata una critica al presidente: Hosni Mubarak non ha fatto abbastanza, il processo è appena iniziato. Il ministro degli Esteri Franco Frattini invita le parti in conflitto alla moderazione: La priorità è fermare le violenze ed evitare ulteriori vittime civili. Bisogna fermare anche le azioni che producono danni materiali, in particolare quelle dirette contro i beni culturali del Paese che sono patrimonio culturale di tutta la società egiziana e dell'umanità.
 
PROBLEMI ALLO SCALO AEROPORTUALE DEL CAIRO
Ancora problemi all'aeroporto del Cairo dove rimangono persone bloccate. Lo ha confermato il capo dell'Unita' di crisi della Farnesina, Fabrizio Romano, sottolineando che l'Ambasciata d'Italia, con un proprio punto nello scalo, "sta cercando di aiutare i connazionali in partenza dal Paese e riproteggere coloro che erano prenotati con i voli Egyptair su voli Alitalia". "Alitalia, ha confermato Romano, ha rafforzato i collegamenti con l'Egitto attraverso l'utilizzo di aeromobili con maggiore capacità di posti alla normale operatività".
UNITA' DI CRISI: 15.000 ITALIANI IN EGITTO
Sono circa 15.500 gli italiani presenti attualmente in Egitto. La stima è stata fornita dal capo dell'Unità di crisi della Farnesina, Fabrizio Romano, nel corso di una conferenza stampa. Di questi 8.500 sono quelli stabilmente presenti e 7mila sono turisti. Degli italiani stabilmente presenti 4.400 sono gli iscritti all'anagrafe residenti all'estero. Gli italiani registrati al sito 'Dove siamo nel mondo' sono 1.447.
Alcuni italiani residenti in Egitto e diversi cittadini europei hanno subito furti, soprattutto nelle prime due notti di proteste. Lo conferma il capo dell'unità di crisi, Fabrizio Romano, durante un incontro con la stampa alla Farnesina. "Abbiamo avuto notizia di italiani residenti e cittadini europei che hanno subito furti, soprattutto nelle prime due notti, essenzialmente al cairo", ha dichiarato Romano.
FARNESINA: SCONSIGLIATI VIAGGI IN EGITTO
"Abbiamo sconsigliato i viaggi in Egitto perché riteniamo non sia prudente recarsi in questo momento nel paese", è quanto ha affermato Fabrizio Romano, nel corso di una conferenza stampa sulla situazione egiziana.