Di MONICA GASBARRI – Eh si’ non c’è che dire… i soldi e il potere danno alla testa! Attenzione pero’, questa volta non stiamo parlando dei politici di casa nostra. Una volta tanto ci spostiamo al di la’ dell’oceano, e lo facciamo per parlare di Arianna Huffington.
Il suo nome vi dice qualcosa? Ma certo è proprio lei, la fondatrice del sito di news in grado di raggiungere picchi di accessi pari a 117 milioni di utenti e che solo qualche giorno fa ha venduto il suo Huffington Post ad Aol per una cifra pari a 315 milioni di dollari. Una bella svolta per la fondatrice che, da adesso in poi, potra’ dormire davvero sonni tranquilli grazie a uno stipendio annuo di ben quattro milioni di dollari.
Non possono dire lo stesso pero’ le migliaia di collaboratori (3000 per la precisione) che fino ad ora hanno aiutato il sito a crescere. In una mail che la fondatrice ha inviato ai blogger del suo network si legge che la cessione ad Aol non comportera’ nessun cambiamento, se non un eccezionale ampliamento della platea di lettori a livello globale: “Questo è l’unico vero cambiamento che noterete – più persone che leggono quello che scriveteâ€. Leggiamo tra le righe: “cari blogger, continuerete a scrivere gratis, pero' vi leggeranno moltissime persone in piu’!â€.
Bel guadagno! Il giochino forse avrebbe anche potuto funzionare, peccato che sulla rete si sia diffusa la reale entita’ della transazione riguardante l’HuffPo. Non si tratta certo di cifre modeste, e i blogger allora non ci stanno: 500 di loro hanno deciso di non voler restare a bocca asciutta e hanno lanciato una provocazione: “Hey Arianna, ti avanza qualche spicciolo?â€.
Pesanti critiche sono arrivate anche dai giornalisti professionisti: Dan Gilmor su Mediactive, ha scritto che sarebbe “etico iniziare a pagare i blogger†e Tim Rutten del Los Angeles Times ha paragonato il modello di business dell’Hugffington Post a una galera con schiavi ai remi e pirati al timone.
Che dietro l’aspetto dolce ed elegante della signora Arianna Huffington si celasse una schiavista in gonnella è davvero una sorpresa, ma forse possiamo ridimensionare un po’ le cose: Lady Huffington in fin dei conti è solo molto tirchia! Peccato che anche lei si sia venduta al sistema, abbiamo perso un valido elemento, e non è certo un bell’esempio da dare a tutti quei piccoli blog che cercano di farsi strada nel caos del web.















