Di MIRIAM GIANGIACOMO – Milano vota per eleggere il suo sindaco e le urne restituiscono un risultato inaspettato: il primo
cittadino uscente, Letizia Moratti, si trova a dover sostenere un turno di ballottaggio con il candidato
di centrosinistra, Giuliano Pisapia. Di piu', si deve scontrare con lui con la consapevolezza di aver
ottenuto piu' di 6 punti percentuali in meno del suo antagonista.
cittadino uscente, Letizia Moratti, si trova a dover sostenere un turno di ballottaggio con il candidato
di centrosinistra, Giuliano Pisapia. Di piu', si deve scontrare con lui con la consapevolezza di aver
ottenuto piu' di 6 punti percentuali in meno del suo antagonista.
Una situazione difficile che
Clandestinoweb ha commentato con l'onorevole del Pdl Giorgio Stracquadanio in un'intervista
esclusiva.
Clandestinoweb ha commentato con l'onorevole del Pdl Giorgio Stracquadanio in un'intervista
esclusiva.
Onorevole Stracquadanio, si parla di debacle del centrodestra alle elezioni amministrative. La debacle
c'è stata davvero?
"Abbiamo ottenuto un risultato atteso a Torino, meno netto a Bologna,
dove si è andati vicini al ballottaggio, e a Milano, dove è vero che il candidato in testa è del
centrosinistra, ma il Pdl è stato il partito piu' votato. Tutto questo fa capire che una vera tendenza
non c'è: abbiamo visto voti prevedibili e non prevedibili, questo significa che non c'è un trend netto
ne' a favore dell'opposizione ne' a favore del governo. Vero è che si tratta della prima volta che la
maggioranza ha un problema elettorale, che pero', se confrontato con cio' che è accaduto in Europa, arriva in
ritardo, il che è positivo. Pensiamo alla Merkel: quest'anno ha subito una sconfitta nella sua
Regione che ha cambiato colore dopo 58 anni".
Pensa che, come ha detto qualcuno, davvero tiri un vento contrario al berlusconismo?
"Io credo che cio' che è accaduto rientri nel novero dei fenomeni fisiologici e penso che quando si
tratta di elezioni amministrative il voto è sempre molto legato alla citta', non al trend. C'è di piu':
l'ipotesi di polarizzare lo scontro elettorale non ha funzionato. Si pensi che a Torino il Pd ha perso
voti ma ha ugualmente piazzato un sindaco, a Bologna ha ottenuto un risultato migliore di noi e l'hanno
spuntata per un pelo, nel ballottaggio di Napoli è in vantaggio il Pdl mentre a Milano è avanti il
centrosinistra, ma non è detto che l'esito finale sia scontato".
Parliamo di Milano e del risultato inaspettato che è saltato fuori dalle urne. Come lo commenta?
"A Milano si e' voltuto lanciare un segnale netto al sindaco in modo che nei prossimi 15 giorni trovi
delle proposte che finora non sono emerse. Abbiamo due settimane per far emergere la nostra concezione di
citta', che è differente da quella del centrosinistra. Dobbiamo armarci di proposte chiare e dobbiamo
osteggiare quelle che devono essere osteggiate".
Pensa che la vicenda televisiva che ha visto la Moratti accusare in pubblico Pisapia possa aver avuto
come conseguenza la flessione dei voti per il sindaco uscente?
"Credo che in realta' l'errore sia ancora piu' a monte. La Moratti era in testa e quando si è in testa
si deve evitare di attaccare il proprio avversario. Il primo errore è stato porre le 10 domande a
Pisapia, perche' non è nel nostro stile, non siamo abituati ad attaccare i nostri avversari. L'altro
sbaglio è che questo ha portato come conseguenza un confronto elettorale che andava rifiutato: quando un
sindaco uscente ha tanti contendenti non ha bisogno di confrontarsi con loro. E infine, se si voleva
ricordare il passato politico di Pisapia, non doveva usare l'arma guiudiziaria, ma dimostrare che
Pisapia nascondeva alla citta' la sua vera identita'. L'attacco della Moratti è stato fatto con atti
giudiziari e non politici, e questo è apparso come uno snaturamento delle nostre abitudini. Non si deve mai dare
cosi' tanta evidenza all'antagonista perche' si rischia di farlo diventare una vittima. Ed è possibile
che questi errori li abbiamo pagati all'apertura delle urne".
Che armi pensate di utilizzare ora per vincere al ballottaggio?
"Dobbiamo dimostrare la nostra validita' attraverso un confronto di proposte. Ora abbiamo un solo
antagonista, quindi dobbiamo puntare sul modello di citta', studiare la proposta del concorrente e far
conoscere la nostra".















