Di ANDREA CESOLINI – Serata drammatica per Vittorio Sgarbi, quella di mercoledi'. Al debutto il suo programma è riuscito ad ottenere solo l'8,3% di share, con solo 2 milioni di spettatori, piu' o meno la meta' di quelli che solitamente la Rai riesce a realizzare in quella stessa fascia d'ascolto.
Il programma "Ci tocca anche Vittorio Sgarbi" è stato battuto da tutti gli altri canali ed è stato gia' sospeso: una decisione comunicata al critico d'arte, che l'ha condivisa.
Sgarbi si è dimostrato incapace di tenere la scena, ha messo in onda un 'ego-programma' dove tutto girava intorno a lui, dove tutto cio' che lo riguardava veniva ingigantito e dilatato. Un programma privo di proporzioni, in alcuni passaggi utilizzato addirittura come vendetta personale, come nel caso del fotografo Oliviero Toscani.
La sequenza degli ospiti non aveva alcun senso, se non quello di supportare le tesi, talvolta anche suggestive, di Vittorio Sgarbi, collocate comunque in un orario e in una rete che non potevano certamente accoglierle.
Un'assenza di competenza televisiva, una valanga di parole e concetti messi in fila e fatti piovere dall'alto, un pizzico di arroganza, supponenza, talvolta di disprezzo del mezzo televisivo, per lo meno delle sue regole e delle sue dinamiche.
Tutto piegato allo specchio narcisistico di Vittorio Sgarbi. Ne è emerso un blog noioso che i telespettatori hanno rifiutato, scegliendo altri canali. Un flop ampiamente prevedibile, un flop inevitabile.















