Presidente, come commenta la vicenda?
Non entro nel merito dal punto di vista giuridico, ma da sociologo sono assolutamente d'accordo con il padre. Sono convinto, infatti, che internet ha bisogno di un controllo che possa essere regolamentato da norme interne. Non parlo di censura, ma di un controllo dei flussi che sia consapevole. Ritengo che il padre della ragazza in questione abbia ragione quando dice che sua figlia e' stata esposta al rischio pedofilia, perche' quando bambini o ragazzi aprono pagine e profili Facebook i pedofili aprono dei book nei quali conservano ogni materiale. Non parlo solo di foto pedo-pornografiche, ma anche immagini innocenti che ritraggono minori vengono accumulate in questi book con indirizzi e rintracciabilita' degli utenti.
Ma questo implicherebbe una limitazione della liberta’ della rete, non trova?
Infatti agli assertori della liberta' di internet voglio rispondere che il web e' una rappresentazione delle dinamiche della societa' e come tale deve essere regolamentato. Noi nel mondo reale abbiamo carabinieri e forze dell'ordine che controllano eventuali reati o lesioni dell'ordine sociale, di conseguenza e' giusto che anche il web li abbia. Questo non vuol dire inquinare il mezzo o censurarlo, ma semplicemente applicare a questo strumento dei filtri.
Quali sono le misure che, secondo lei, si possono attuare per garantire la sicurezza dei minori sui social network?
Sicuramente si dovrebbero realizzare dei servizi che tutelino i minori segnalando pagine che sovraespongono le loro immagini. In secondo luogo, non solo Facebook, ma anche gli altri canali di comunicazione dovrebbero prevedere delle modalita' di accertamento della veridicita' delle dichiarazioni anagrafiche degli utenti. E, cosa piu' importante, c'e' una necessita' impellente di una regolamentazione internazionale del web. E in mancanza di questa, che tarda ad arrivare, ci deve essere un'autoregolamentazione nei singoli Paesi. Io in prima persona sono stato in Italia ispiratore del Codice di Autoregolamentazione Internet e Minori che obblighi i provider a controllare i loro flussi e a non consentire l’accesso ai contenuti sicuri. In ultimo voglio sottolineare come non si parli mai abbastanza del problema della pedofilia sul web, che e' una triste quanto presente realta'. Per questo voglio rivolgere un appello ai genitori affinche’ sappiano che sul web ci sono persone che sanno adescare i loro figli, che creano book in cui conservano ogni loro dato e immagine e che possono contattarli. Non bisogna mai abbassare la guardia!















