Di GIUSEPPINA CAVALLO – La giornata di mercoledi' ha visto nell'arco di poche ore la nomina di Mario Monti a senatore a vita, l'investitura dell'economista a futuro premier e, infine, la ''resa'' di Silvio Berlusconi che alla fine ha deciso di appoggiare il governo tecnico. Abbiamo intervistato il presidente di Swg, Roberto Weber, per capire l'impatto dell'evoluzione del quadro politico sull'elettorato.

 


Dal punto di vista dell'opinione pubblica che tipo di riposizionamento possono determinare gli ultimi avvenimenti?

Io credo che questa sia la soluzione attesa dalla maggioranza degli italiani, adesso non abbiamo misurato i numeri, ma sicuramente e' quello che volevano gli italiani. Nessuno avrebbe voluto mettersi in una guerra civile, seppur simbolica, c'era una grande preoccupazione da parte della gente e delle categorie economiche per questo. Adesso le persone colgono un elemento di stabilita', un primo segno di arresto della crisi di governo. Poi il fatto che questo cambiamento sia diretto da Napolitano, che ha un buono standing, e da Monti, che non ha sicuramente l'ostilita' di Berlusconi, tranquillizza molto gli italiani che daranno consenso a questo governo di transizione. Poi si dovranno vedere le misure.

 

Chi esce vincitore e rafforzato dal punto di vista del consenso, piu' i partiti che hanno scelto di sostenere il governo Monti o quelli che si sono gia' schierati all'opposizione come Lega e Idv?
Io credo che, per la prima volta, non ci sia uno sconfitto netto. L'importante e' che ci sia molta fermezza nella presa di posizioni, la fermezza generalmente tende sempre a ridare fiato e a ricomporre gli equilibri precedenti.

 


Come incidera' la spaccatura del Pdl al livello elettorale? Chi ha deciso di smarcarsi da Berlusconi, affermando la necessita' di non andare al voto, uscira' rafforzato agli occhi degli elettori?

Non credo che ci sara' una distinzione netta da questo punto di vista. Secondo me non e' una scelta che incidera' o che dara' rilievo a questa o a quell'altra parte politica in futuro. E' evidente che l'usura del Pdl era gia' pesante, abbiamo registrato un 23%, cioe' un terzo di consenso in meno, ma credo che la scelta di soluzioni moderate sia vincente e possa portare ad un riconsolidamento.

 

Che scenari si prevedono dal punto di vista della formazione del consenso con un governo in carica superpartes e i partiti che lo sostengono che pero' faranno una campagna elettorale uno contro l'altro?

Il governo Monti si fara' se avra' un buon consenso da parte del Pdl e da quanti voti prendera' in Parlamento. Poi bisogna vedere che ruolo avra' Berlusconi perche' io non darei per scontato che abbia chiuso del tutto. L'attuale premier ha una vicenda giudiziaria a carico importante e bisogna capire in che modo si fara' da parte. Poi e' ovvio che questo governo di transizione le misure dovra' farle e dovra' votare una nuova riforma elettorale prima delle prossime elezioni.