Silvio Berlusconi chiude il lungo interim dello Sviluppo
Economico con Paolo Romani nuovo ministro. Viene così tolta di mezzo la mozione
di sfiducia, promossa dal Pd, che l'aula di Montecitorio doveva votare domani.
Ma le acque nella maggioranza sono sempre agitate e, alla vigilia della
riunione del co mitato promotire di Fli che dovrebbe dare avvio al percorso che
porterà alla nascita del partito, sono tesi i rapporti tra Pdl e finiani sia
sul versante della giustizia che su quello della possibile riforma elettorale.
In particolare oggi e' stata un'intervista di Italo Bocchino ad accendere la
polemica. Il capogruppo di Fli manda a dire a Pdl e Lega che "se qualcuno
cerca un pretesto per andare a votare, allora sappia che esiste già una
maggioranza alternativa, tanto alla Camera quanto al Senato, in grado di
ritrovarsi sulla modifica della legge elettorale". Il coordinatore del
Pdl, Sandro Bondi, attacca tacciando di trasformismo i finiani: "Se
l'onorevole Fini dovesse condividere e seguire la proposta di Bocchino, si
formerebbe un fronte trasversale costituito anche dalla sinistra e dall'Udc,
plastica esemplificazione del trasformismo parlamentare". Mentre per il
ministro Roberto Maroni "un governo tecnico con dentro tutto e di più, da
Bocchino fino a Bersani passando da Casini e Di Pietro, e con tutti noi che
abbiamo vinto le elezioni all'opposizione, mi sembra una cosa fantascientifica.
E' un periodo ipotetico dell'impossibilita'". Sul versante
dell'opposizione il segretario del Pd, Pier Luigi Bersani, conferma la
disponibilità a un'intesa sulla riforma elettorale: "Non stiamo parlando
di una maggioranza di governo ma di regole. Se c'e' una maggioranza che dice
che la legge elettorale e' intollerabile si va in Parlamento e si vota".
Non si ferma il pressing della Lega per un eventuale voto
anticipato a fronte di un lento logoramento del governo: "Sarebbe
terrificante finire come il governo Prodi", dice Maroni secondo cui
"il problema e' verificare se la maggioranza ha la possibilità di operare,
altrimenti, come ho gia' detto, e' meglio votare subito. Noi volevamo votare
subito, poi abbiamo appoggiato lealmente il governo. Vedremo nelle prossime
settimane se ci saranno veramente le condizioni di continuare". Quanto
alle affermazioni del finiano Bocchino di una maggioranza trasversale per la
riforma elettorale, il titolare del Viminale osserva: si tratta di una
"ipotesi strampalata. Mi viene da sorridere a vedere insieme Bocchino, Di
Pietro, Casini, Bersani e tutti noi all'opposizione -aggiunge il ministro
dell'Interno-. Poi per la legge elettorale non serve un nuovo governo, ma c'e'
il Parlamento.
C'e' una maggioranza? Bene, si faccia avanti. Io non credo che
ci sia, sono minacce che sono armi spuntate". Ribatte Benedetto Della
Vedova di Fli: "Al ministro dell'Interno tocca, in caso di elezioni
anticipate, coordinare la macchina elettorale e garantire la correttezza del
voto. Non spetta invece a lui ne' ad un eventuale governo dimissionario, ma al
Quirinale e alle Camere, suonare la campanella di fine legislatura
Per il segretario del Pd, Bersani, siamo "al secondo
tempo del berlusconismo" ed e' una fase che "richiede attenzione,
perchè potrebbe essere quella di 'muoio io con tutti i filistei'".
Piuttosto, sarebbe bene che la maggioranza "si chiarisse le idee, perche'
il Paese non puo' aspettare i loro traccheggiamenti. Noi abbiamo detto: se
siete in una crisi politica andate in Parlamento e dire la verità, ossia che
questa coalizione di centrodestra si e' frantumata e non e' in grado di guidare
il Paese. Questa e' la verità. Si e' visto che il giorno dopo la cosiddetta
fiducia, si trattava di una fiducia del cerino acceso, nessuno lo vuole in mano
ma e' li' che gira". Intanto, Antonio Di Pietro, si dice pronto a un
governo di transizione per la riforma della legge elettorale e apre al sistema
tedesco. "Mi appello al Capo dello Stato affinchè sia garante di un
governo a termine che duri non piu' di novanta giorni e che serva a cambiare la
legge elettorale". Quanto al modello, spiega che Idv ha presentato una
proposta di legge centrata sul maggioritario a doppio turno di collegio.
Tuttavia "si puo' anche discutere di un sistema proporzionale alla
tedesca, a patto che sia chiara agli elettori l'indicazione di chi deve
governare e ci sia uno sbarramento per evitare la frammentazione
politica". E anche Raffaele Lombardo, governatore siciliano e leader
dell'Mpa, e' disponibile a un'intesa sulla riforma elettorale. "Mi pare
indiscutibile che siamo sul punto di andare alle elezioni e poi si vedra. C'e'
chi pur di non votare con questa legge farebbe salti mortali e io sono tra
questi. Vedremo".