Di GIUSEPPINA CAVALLO – Da quando Monti e' stato nominato senatore a vita e poi presidente del Consiglio incaricato, i quotidiani non fanno altro che sottolineare la sua sobrieta', elogiando i suoi modi di fare controllati e moderati, lodando addirittura la moglie dell'economista, abbiamo intervistato Klaus Davi per un'analisi massmediologica della figura del neopremier e della modalita' con cui i giornali italiani parlano di lui.
Dottor Davi, e' nato mediaticamente il prototipo dell'anti-Berlusconi?
Non esiste un prototipo dell'anti Berlusconi. E' piuttosto una reazione psicologica all'improvviso cambio di scenario. E' come se l'esplosiva immagine di Berlusconi e le continue scosse adrenaliniche che regalava ai media avessero dopato per anni le notizie. Adesso siamo nel periodo della ''disintossicazione'' mediatica dove tutto cio' che e' composto e normale, e gli atteggiamenti di Monti e signora sono semplicemente normali, risulta per i giornali bellissimo e ''inedito''. Credo che, prestissimo, i giornali italiani andranno in crisi d'astinenza e rimpiangeranno la notiziabilita' a getto continuo di Berlusconi. Si vive di questa contrapposizione ma poi e' tipico del servilismo italiano celebrare il potente di turno… Monti che non e' un simpaticone capitalizza l'odio antiberlusconiano. E' nel dna italiano il rapido adattamento al turn over politico. La nostra storia e' piena di esempi analoghi agli attuali, uno per tutti: dallo sfarzo dei de' Medici al rigorismo di Savonarola e ritorno. Il servilismo si sedimenta e si esercita in tempi piu' lunghi, com'e' accaduto in tali casi nel ventennio berlusconiano.
Quindi questo cambio di registro e di toni non deve essere considerato una reazione al Berlusconismo?

Quello che vediamo e' piuttosto il gioco preferito dai media, ovvero la necessita' di creare contrapposizioni personali per ''fare notizia'' e quello tipicamente italiano, scaricarsi la coscienza in nome del ''mai stato berlusconiano''. Credo che sarebbe un grave errore considerare tramontato e ''liquidato'' il progetto politico del centro destra berlusconiano, in politica lo sliding door e' la regola gli scenari cambiano alla velocita' della luce, come dimostrano i recenti fatti.

In tanti hanno gridato allo scandalo dopo il Tg1 di Minzolini troppo appiattito su Berlusconi, adesso i grandi giornali indipendenti elogiano Monti, prima ancora che cominci a lavorare, cosi' non ripetono il modello Minzoliniano?

L'errore e' parlare di modello minzoliniano. In Italia abbiamo grandissimi giornalisti che, semplicemente, si schierano, scelgono linee politiche ed editoriali e le difendono. Non e' che schierarsi sia per forza una diminutio, anzi, e non vedo tanti giornali ''indipendenti''. La forza di una testata e' quella di dipendere dalle proprie idee, non di non averne, e di restare coerenti ad esse. Per quanto riguarda Monti le lune di miele sono brevi per antonomasia, poi si iniziano a fare i conti con il coniuge. E il coniuge di Monti sono i partiti politici…
In questo modo non c'e' il rischio che Monti diventi un modello prima ancora di dare una reale dimostrazione delle sue capacita'?

Dubito che sara' e restera' un modello visto che presto dovra' dire agli italiani ''lavorate di piu' e guadagnate meno o, se va bene, uguale a prima''. E' un'impresa non facile in un paese allergico, da sempre, alla disciplina e ai sacrifici. Chi ci ha provato in passato sinora ha sempre fallito.
La sobrieta' comunicativa del nuovo governo non
durera' molto, le manovre economiche che dovra' applicare
necessiteranno di una campagna d'informazione molto articolata . Piu'
che di comunicazione parleremo di gestione di crisi e vedremo che i neo
ministri che sono eccellenze dal punto di vista intellettuale ma ''no
logo'' dovranno darsi molto rapidamente un'identita' mediatica.