Di DAVIDE NUNZIANTE – La situazione politica e' stata totalmente stravolta nel giro di poche settimane. La crisi economica del Paese ha portato al cambiamento del quadro politico italiano, alla nomina di un governo tecnico e alla conseguente frattura di alcune alleanze storiche. La redazione di Clandestinoweb ha raggiunto Corrado Formigli per analizzare il contesto attuale e cercare di capire quale sara' il destino dei partiti che hanno caratterizzato la scena politica degli ultimi anni.
 
Il Governo Monti e' un "governo che non parla", in Italia, negli ultimi anni siamo stati abituati ad un premier che dava spunti di discussione a cadenza quasi quotidiana.

Innanzitutto io credo che sia normale che un governo non parli finche' non si prendono provvedimenti. Mi riferisco soprattutto a provvedimenti in materia economica. Per parlare bisogna avere un argomento. Gli Italiani non ne possono più delle chiacchiere fine a se stesse a cui sono stati abituati. Ora c'e' bisogno di fatti.
 

Il nuovo governo di Mario Monti risulta molto apprezzato dai politici , ma anche per l'opinione pubblica. La manovra annunciata può scalfire la popolarita' del "governo dei professori"?
E' normale che ci sia euforia per il recente cambio di governo. Pero' e' altrettanto normale che per risollevare le finanze del Paese le misure di Monti debbano incidere sulle tasche dei cittadini. Inevitabilmente si creerà malcontento. Questo e' il motivo per cui si e' formato un governo di caratura tecnica e non politica. I tecnici avranno le mani libere per agire. Una situazione questa che fa molto comodo anche ai partiti, per questo i politici sono tutti con Monti.
 

Tutti tranne la Lega. Fa discutere la frattura tra Pdl e Lega Nord, dopo le ultime vicende politiche e il no di Bossi all'invito a cena da parte di Berlusconi

La Lega, in questo momento, e' di fronte ad una sfida cruciale per la sopravvivenza. L'unica soluzione e' un ritorno all’opposizione. I sondaggi sono chiari. La Lega sta perdendo consensi. Per questo motivo ha bisogno di un ritorno alle origini. Il Carroccio e' sempre stato un partito di lotta, e pertanto ha tutto l’interesse a non associarsi ai sacrifici economici richiesti da Monti. Sacrifici che riguarderanno soprattutto le pensioni, tema molto caro all’elettorato leghista. Ecco dunque il profilarsi un ritorno al passato. L'opposizione e' la dimensione naturale della Lega.
 
Il motivo della rottura non e', dunque, riconducibile all'occhiolino fatto dal Pdl a Casini?

La rottura con la Lega Nord e' antecedente all'ammiccamento fatto a Casini. Il quadro politico e' cambiato allontanarsi dal berlusconismo e' diventato un primum vivere per tutti i partiti, soprattutto per la Lega. E’ in questa ottica che si legge l'allontanamento di Bossi da Berlusconi.