Futuro e liberta' cresce sempre in correlazione alla presenza nel dibattito politico e mediatico di Gianfranco Fini. Inoltre, nel momento in cui Berlusconi si e' dimesso, c'e' stato un riposizionamento dell'elettorato, dovuto anche a un apprezzamento rispetto al lavoro politico del leader di Fli.
L'elettorato confluito in Futuro e liberta' e' quello fuoriuscito del Pdl?
E' difficile dirlo. Nell'ultimo mese pero' e' diminuito molto il dato degli indecisi, su cui e' evidente l'effetto Monti: c'e' una identificazione maggiore con i partiti.
Chi ha beneficiato di piu' di questa nuova attenzione per la politica?
In generale aumentano le vecchie opposizioni e diminuisce la vecchia maggioranza: il Pdl e la Lega sono entrambi in calo e hanno toccato secondo gli ultimi sondaggi il minimo storico, registrando una vera e propria disaffezione.
Per quel che riguarda la fiducia degli italiani nei confronti di Monti, invece?
La fiducia nei confronti del governo Monti effettivamente e' ancora alta, ma secondo me il vero giro di boa si avra' solo quando l'esecutivo annuncera' i reali provvedimenti. Solo in quel momento si potra' capire se ci sara' una flessione del consenso.
Come spiega questa elevata apertura di credito nei confronti del nuovo governo?
I dati positivi del sondaggio di giovedi' sulle proposte del governo Monti si devono probabilmente al fatto che gli italiani non si sono ancora resi conto in maniera concreta di cosa le riforme proposte potranno comportare. Sebbene sia emerso che gli italiani hanno metabolizzato la pericolosita' della crisi e la necessita' degli interventi, credo che l'elevata apertura di credito nei confronti dell'esecutivo sia da tributare a un grande equivoco di partenza. Gli italiani immaginano che il governo Monti ci fara' uscire dalla crisi in breve tempo, ma non sara' cosi' e anche se questo Monti l'ha detto chiaramente, non credo che gli italiani l'abbiano capito fino in fondo.















