DI GIULIA SANTAMARIA – Un governo tecnico e' l'unico governo che si poteva sperare di avere per cercare di salvare questo paese ormai ridotto in ginocchio da una crisi mondiale che pero' alle nostre porte sembra aver bussato piu' forte. La questione su cui indagare e' quanto di tecnico ci sia nell'esecutivo insediatosi, che si adopera da settimane per un varo rapido della manovra ''salva Italia''. Clandestinoweb l'ha chiesto alla senatrice del Pdl Ombretta Colli.



Che cosa pensa di questo governo? Si tratta davvero di tecnici e dunque esperti in grado di salvarci?

Questo e' senza dubbio un governo privo di ''fantasia'' e anche se il termine potrebbe sembrare poco adatto alla situazione di sconforto in cui ci troviamo e' a mio parere quello che meglio descrive le decisioni prese da questo esecutivo: prive anche solo di un pizzico di fantasia. Se si tratta di tecnici lo dicono solo le cariche detenute dagli stessi prima di scendere in campo nella gestione del governo. Di fatto, a mio parere, si tratta di gente che a priori si e' rifiutata di guardare in faccia la realta', di guardarsi attorno. Se cosi avessero fatto, i tecnici non avrebbero mai messo tasse su altre tasse, violato la privacy dei cittadini e massacrato chi vive gia' situazioni di profondo e maturato disagio. I pensionati di oggi sono gia' fortemente in crisi, al limite della sopravvivenza. Certo non avevano bisogno che arrivasse Monti a mettere le mani nei loro portafogli. Il polverone alzato intorno alla trasparenza poi, serve solo ad oscurare quella che in verita' e' la vera e propria violazione della privacy. Se lo Stato decide di raccogliere dati su un cittadino qualsiasi, in un solo click ha acceso ad informazioni che vanno dalla multa presa 12 anni fa al nome del salumiere di fiducia.Tutto questo rischia di creare vere e proprie rivolte, atti vandalici e di terrorismo. Potremmo ritrovarci esattamente come negli anni '70.
Sui tagli agli stipendi dei parlamentari, invece, cosa ha da dire? Si tratta di autonomia restituita?
Quella dei tagli agli stipendi di deputati e senatori e' giusto che resti una competenza attinente al Parlamento. Il fatto che la manovra prevedesse un intervento del governo era niente di piu' che un abuso.Del resto le spese parlamentari incidono sul bilancio dello Stato per meno dell’1%. Si tratta di una percentuale irrisoria, quando ci sarebbero molteplici soluzioni adatte ad alleggerire in maniera consistente le spese dello Stato. Per dirne solo una i contingenti di Libano, Somalia e Kosovo che a mio parere dovrebbero essere ritirati. Capisco l'Afghanistan ma non tutto il resto. E come questa ancora molte altre che non sto qui ad elencare perche' non e' mia competenza farlo.
Comunque in conclusione si, hanno restituito al Parlamento l'autonomia di decidere modi e tempi sui tagli da applicare.