Dottor Noto, cosa emerge dall'analisi dei dati del Governance Poll 2011 che il vostro istituto ha appena pubblicato?
Sia per quel che riguarda i governatori di regione che per quel che riguarda i sindaci, dal sondaggio emerge un dato molto interessante: tra gli amministratori locali, a differenza degli altri anni, non sono stati premiati quelli che hanno avuto maggiore ribalta nazionale. Probabilmente anche per il cambio di clima generale della politica, si e' registrata un'inversione di tendenza: la visibilita' e' quasi un handicap. Alcuni esempi: tra i sindaci, Matteo Renzi, e tra i governatori Roberto Formigoni.
Come si spiega questo dato?
In generale possiamo dire che i cittadini non si fidano di quegli amministratori che vogliono far carriera o che usano la politica locale per ottenere maggiore visibilita' nazionale puntando ad altre cariche. Gli amministratori che fanno gli interessi del loro territorio sono piu' apprezzati anche da chi non li ha votati. I cittadini si sentono piu' garantiti: soprattutto tra gli amministratori locali e i loro elettori, e piu' in generale nei confronti dei cittadini, c'e' bisogno di fidelizzazione.
Per quel che riguarda le Province invece, ha pesato il dibattito sulla loro possibile abolizione?
Il consenso dei Presidenti sicuramente non e' legato alla questione piu' ampia dell'esigenza o meno di un'ente di prossimita' come le Provincia appunto. In questo senso il voto non e' influenzato. Pero' piu' in generale, sicuramente il Presidente di Provincia e' quello che ha meno esigenze di ribalta nazionale e per questo funziona molto il discorso di cui si parlava anche prima.
La classifica dei sindaci ci mostra alle prime posizioni tutti esponenti delle amministrazioni comunali del Sud, e tutte di centrosinistra…
Per quel che riguarda i sindaci, piu' che un incremento degli esponenti del sud, io parlerei piuttosto di un incremento dei sindaci neo-eletti. In parte questo fattore e' legato sicuramente al vento di cambiamento che e' stato introdotto anche con il cambio al Governo. Su di loro si tratta per il momento piu' di un giudizio di fiducia, che sull'operato, per il quale e' ancora presto e si dovra' attendere il dato del prossimo anno.
Cosa puo' aver portato a questo successo dei "nuovi" sindaci?
Cio' che passa, comunque e' l'idea che effettivamente qualcosa sia cambiato: i nuovi sindaci sono visti come un possibile nuovo ceto politico. Poi, al di la' di alcuni nomi che sono sempre li' ai vertici della classifica, come Tosi o De Luca, gli altri rappresentano proprio questo: De Magistris, Zedda, lo stesso Emiliano, che, pur non essendo un sindaco "nuovo", io avvicino molto alla schiera dei nuovi sindaci perche' si e' espresso in una posizione di distacco in parte da quello che e' l'espressione del Pd. In un momento di sfiducia nei confronti dei grandi partiti insomma l'affermazione di questi sindaci ha un suo valore specifico.
Un'annotazione: il sindaco di Palermo, Diego Cammarata, che nel vostro sondaggio risulta in ultima posizione, si e' appena dimesso…















