Di LUIGI ERBETTA – Lo sciopero dei trasportatori ha paralizzato la catena distributiva dell'Italia creando grossi disagi a produttori e consumatori. La redazione di Clandestinoweb.com ha intervistato Lorenzo Bazzana, responsabile nazionale del servizio tecnico ed economico di Coldiretti, per chiedere un commento sulla protesta e sulle conseguenze economiche che ne potranno scaturire.

In occasione dello sciopero degli autotrasportatori la Coldiretti ha regalato ortaggi e frutta ai cittadini in alcune piazze italiane. Come e' nata l'iniziativa?


L'iniziativa "Coraggio Italia" ha un duplice significato. Innanzitutto e' un richiamo al nostro Paese a non intraprendere azioni sbagliate. Esistono diversi modi per evidenziare i disagi senza pero' mettere in difficolta' i cittadini. Lo sciopero messo in atto dagli autotrasportatori e' un segnale di scarso buon senso. Anche noi abbiamo avuto dei danni dall'aumento del prezzo del gasolio. Lo utilizziamo per i trattori e per riscaldare le serre. Pero' bloccare il Paese non e' certo un modo per migliorare la situazione. L'iniziativa "Coraggio Italia" vuole anche dimostrare che in momenti di crisi e di difficolta' noi siamo vicini ai cittadini che hanno più difficolta', come i pensionati e le famiglie numerose.

Quindi Coldiretti condanna lo sciopero dei Tir, almeno nelle modalita'.

Coldiretti non condivide questo tipo di protesta. La manovra del governo Monti ha arrecato danni anche alla nostra categoria. Ci e' stata imposta l'IMU sui fabbricati rurali. L'aumento del prezzo del gasolio, come detto, grava anche su di noi. Avremmo motivi validi per bloccare non una, ma 100 strade. Avremmo anche i mezzi, data la disponibilita' di trattori e il nostro radicamento su tutto il territorio nazionale. Però siamo consapevoli che iniziative di questo tipo sarebbero dannose per il Paese. Si puo' condividere il senso dello sciopero, ma assolutamente non le modalita' con cui e' stato messo in atto. Le aziende italiane hanno subito e subiranno un duro colpo nei confronti dei competitor del mercato globale. Anche l'immagine e la credibilita' dei fornitori italiani del mercato estero risentira' degli effetti dello sciopero.

Quali saranno, dal punto di vista quantitativo, i disagi per i produttori e i consumatori?

E' riduttivo parlare di disagi. Quelle che le aziende stanno subendo sono veri e propri danni economici. Alcune aziende hanno perso in questi giorni fino a 120mila euro al giorno in commesse. A causa dello stop degli autotrasportatori si stimano circa 100 milioni di euro gia' persi. Basta considerare che i mercati all'ingrosso stanno vendendo solo le riserve alimentari presenti nei frigoriferi. Ben il 70-80% della catena distributiva ha subito dei danni. Quindi io non parlerei di un sentimento di disagio, ma di soldi che volano via. Molti lavoratori sono stati lasciati a casa perche', venendo a mancare la distribuzione, sarebbe inutile produrre.

Questo provochera' inevitabilmente l'aumento dei prezzi dei prodotti alimentari.

I prodotti scarseggeranno, quindi i pochi che riusciranno a trovarli pagheranno un prezzo più alto. Molti, invece, rimarranno a secco. Ma i danni li subiranno anche i trasportatori stessi quando finiranno lo sciopero e si ritroveranno senza commesse.