Di LUIGI ERBETTA – La riforma del lavoro sta monopolizzando l’attenzione del governo. La redazione di clandestinoweb.com ha raggiunto l’onorevole Benedetto Della Vedova per parlare della riforma dell’art. 18 e degli altri temi di carattere economico-finanziario che stanno caratterizzando la scena italiana ed europea: dalla crisi in Grecia allo spread, alla lotta all’evasione fiscale.

Riforma del lavorto: sembra si vada verso una riforma dell’articolo 18. Anche da parte dei sindacati sembra ci sia un’apertura.

Ho piena fiducia in Mario Monti e sono convinto che sul lavoro si interverrà con equilibrio e determinazione. Occorre una riforma dell’articolo 18 almeno per i nuovi contratti. Attualmente abbiamo un cattivo mercato del lavoro figlio di regole sbagliate che sono state decise precedentemente. Bisogna cambiarle, ma l’obiettivo non è punire, ma migliorare e creare maggiori opportunità, soprattutto per le categorie più deboli.

La lotta all’evasione fiscale come potrà cambiare lo scenario economico per le imprese italiane?

Un sistema economico meno viziato dall’evasione fiscale è un sistema economico più efficiente e più equo, che premia le imprese migliori. La lotta all’evasione può portare un guadagno netto a tutto il sistema economico. Gli introiti dalla lotta all’evasione fiscali devono servire per abbattere le aliquote. Il detto pagare tutti, pagare meno è ciò a cui deve mirare. Il governo per la prima volta non ha inserito nel bilancio un preventivo di entrate dalla lotta all’evasione. Questo vuol dire che ciò che si ricaverà sarà tutto guadagnato, utilizzabile per ridurre le tasse. Chi oggi è scettico nei confronti dei risultati della lotta all’evasione, domani vedrà che da lì scaturirà un dividendo per tutti. Non si deve dare terreno fertile a chi crede che la lotta all’evasione sia solo un danno per le imprese.

La Grecia sembra vicina al default, ma Barroso preme affinchà il Paese resti nell’Ue.

È comprensibile che ci sia chi tira la corda da un lato e chi la tira dall’altro. Però è nell’interesse di tutti che la corda non si spezzi.

Lo spread è scomparso dalle prime pagine dei giornali, è caduto nel dimenticatoio?

Io non l’ho dimenticato. Vedo con favore che siamo tornati a livelli meno allarmanti. Lo spread indica che le tasse degli italiani vanno sprecati in tassi di interesse piuttosto che essere utilizzati per il bene dello Stato. Bisogna ancora lavorare tanto, tenere i conti sotto controllo, favorire la crescita e mantenere lo spread a un livello più basso possibile.