Di MONICA GASBARRI - Ancora maltempo, ancora neve. Da quindici giorni l’Italia è stretta nella morsa del gelo che ha interessato anche regioni e località che solitamente trascorrono inverni più miti. Si tratta di ondate cicliche o di un vero e proprio cambiamento del clima dell’Italia? Lo abbiamo chiesto ad Antonio Sanò, meteorologo e presidente del sito ilmeteo.it

Dottor Sanò, com’è adesso la situazione maltempo in Italia?
La situazione è in rapido peggioramento sulle regioni centrali, la neve continuerà a cadere su tutto il Lazio anche a bassa quota fino in pianura e sulla città di Roma. Nel centro della Capitale cade pioggia mista a neve ma in nottata, tra le 22 e le 4, ci saranno precipitazioni nevose anche se sono previsti meno centimetri rispetto all’ultima volta. Si parla di 4 cm di neve nel centro storico e di qualche cm in più in periferia, niente a che vedere con i 30 cm di neve di cui qualcuno ha parlato. Nel resto d’Italia nevicherà su Marche, Abruzzo, Molise, Basilicata, Irpinia e zone interne della Campania.

Si è parlato molto di questo vento Blizzard, ma in cosa consiste e il suo passaggio sulla Penisola è terminato?
Il Blizzard si è fermato questa notte sulle colline emiliane e si è esaurito completamente sul nord Italia: il suo passaggio sulla Penisola è stato molto veloce e si è concentrato sulle regioni del centro-nord. Questo fenomeno è stato causato da un contrasto di aria molto fredda proveniente dalla Siberia e aria umida presente sul Mar Tirreno, questo ha creato una circolazione depressionaria.

Quando si potrà dire terminata definitivamente questa ondata di freddo che ha colpito l’Italia?
Il freddo rimarrà ancora per la prossima settimana, ma la neve si sposterà dalle regioni centrali verso quelle meridionali, Puglia, Calabria e Sicilia. Ci saranno poi delle schiarite in tutta la Penisola e le temperature cominceranno a salire sopra lo zero prima di giorno e poi anche durante la notte.

Questo freddo particolarmente intenso che ha interessato anche zone solitamente con inverni più miti associato alle estati torride degli ultimi anni è, secondo lei, un sintomo di un cambiamento climatico oppure è frutto di una ciclicità dei fenomeni atmosferici?
Sicuramente questo freddo e le nevicate hanno delle ondate ogni trent’anni. Anche se comunque bisogna rilevare che le temperature esasperate dell’estate, insieme alle alluvioni lampo dell’autunno e a questi inverni rigidi sono il segno di un cambiamento climatico globale causato dal paradosso del riscaldamento globale. Gli eccessi fanno sì che ci siano maggiori energie in gioco portando a quello che gli studiosi chiamerebbero tropicalizzazione del clima mediterraneo. Che ci porterà ad avere estati sempre più calde, alluvioni improvvise nei mesi autunnali e abbondanti nevicate in inverno.

Quindi dobbiamo abbandonare l’idea dell’Italia dal clima mite?
Sì, ci dobbiamo abituare all’esasperazione del clima. I contrasti di aria calda proveniente dal sud e aria fredda dal nord creeranno fenomeni sempre più estremi.