Di MONICA GASBARRI– Prima la caduta di stile con l’uscita sulla “monotonia” del posto fisso, poi il “trionfo” negli Stati Uniti e l’elogio di Barack Obama. Il premier Mario Monti continua ad essere al centro delle notizie politiche italiane tra lodi sperticate e dibattiti accesi. Ma cosa pensano davvero gli italiani di lui? E il consenso nei suoi confronti è davvero destinato a durare ora che si stanno facendo più chiare alcune posizioni del suo esecutivo su temi centrali come quello del lavoro? Clandestinoweb ne ha parlato con il sondaggista Mario Abis.
Crede che l’ultimo successo in terra statunitense di Monti e le parole di elogio di Obama potranno rilanciare ulteriormente la figura del premier Monti?
Non credo che il ritorno di immagine dato dalla visita di Monti negli Usa possa variare l’entità del consenso nei suoi confronti, che nel complesso mi sembra essere ormai piuttosto stabile. Chi non si esprime a suo favore non cambierà idea adesso.
E chi invece si esprime in suo favore?
Andrò controcorrente in questo, ma mi sembra che il consenso in questione sia dovuto molto più all’atmosfera che alla reale comprensione delle misure che lo stesso Monti sta mettendo in atto. Si tratta di un’operazione comunicativa, mediatizzata, ma molto fragile che potrebbe cadere quando si sentiranno i primi effetti delle misure intraprese dal governo.
I primi effetti di cui parla potrebbero esserci già ora, in seguito alla posizione tenuta sia da Monti che dal governo sul tema del posto fisso e del lavoro ai giovani?
Assolutamente, ma si tenga conto di un fatto: proprio l’area giovanile è quella di cui più si compone il dissenso nei confronti del governo Monti.
Come spiega questo fattore?
Pur agendo su politiche che di fatto poi influenzano i giovani, il governo si costituisce di un sistema di immagine molto vecchio. Si genera un corto circuito: il governo Monti è un governo che dovrebbe essere chiamato a svecchiare la politica italiana, ma che di fatto si articola su una componente molto “vecchia”.















