DI ALESSANDRA LANZI – "Se Berlusconi vuole andare alle elezioni, andiamoci pure". Benedetto Della Vedova, portavoce nazionale di Futuro e Libertà, sceglie il Clandestinoweb per fare il punto della situazione dopo la sconfitta della mozione di sfiducia presentata alla Camera contro il governo. E sulla richiesta di dimissioni del premier fa retromarcia: "Questo lo chiedevamo prima. Adesso non abbiamo più ragione di chiederlo. D'ora in poi saremo un forza di opposizione nell'ambito del centrodestra".

Onorevole quale scenario si apre ora e che cosa chiede al governo Futuro e Libertà?

"Futuro e Libertà non chiede nulla al governo. Da Perugia è ormai chiara la chiusura di questa esperienza e quella di ieri rappresenta una ulteriore tappa dell'esaurimento dell'esperienza Berlusconi. Il nostro problema sarà solo quello di metabolizzare questa sconfitta nelle prossime 24/48 ore. Il governo intanto esce ulteriormente indebolito e privo di una maggioranza forte sul piano parlamentare. Noi continueremo a costruire Futuro e Libertà per offrire agli elettori di centrodestra la possibilità di sostenere e votare una destra liberale e tollerante, che guardi all'esperienza del centrodestra europeo".

Lei crede ancora che il premier debba dimettersi?

"Questo lo chiedevamo prima. Adesso non abbiamo più ragione di chiederlo. Berlusconi ha scelto di resistere. D'ora in poi saremo una forza di opposizione nell'ambito del centrodestra".

E il Terzo polo?

"In futuro vedremo. Sicuramente vogliamo lavorare insieme ad altre forze per guardare al futuro".

Ieri l'onorevole Polidori ha votato con Berlusconi. Si può parlare di tradimento?

"Io non parlo di tradimento. Non uso questa parola. La Polidori ha fatto un perdonabile errore politico e credo che abbia sottovalutato gli effetti di una decisione presa all'ultimo secondo, arrivando addirittura al voto di fiducia al governo".

Il ministro Maroni ha chiesto a Berlusconi di allargare la maggioranza altrimenti si andrà al voto.

"Che la fiducia di pochi voti avrebbe consentito a Berlusconi di chiedere le elezioni era nelle cose. Adesso però è un problema di Berlusconi. Se il premier vuole andare al voto allora andiamoci pure".