Sul caso Fiat Chrysler si è espresso anche il ministro del Lavoro, Maurizio Sacconi: "Se ci sarà una fusione tra Fiat e Chrysler, penso che il gruppo sarà multilocalizzato. Con una testa negli Usa per alcuni prodotti e una testa in Europa, credo ragionevolmente in Italia, per altri prodotti e mercati".
E riguardo al colloquio atteso tra il premier e il capo della Fiat ha cosi' continuato: "Marchionne avrà modo di dirci e spiegarci nei prossimi giorni nell'incontro con il governo convocato su richiesta di Berlusconi. La data non è ancora stata fissata, ma credo che sarà questa settimana con lo scopo di verificare lo stato degli investimenti in Italia e le prospettive dell'integrazione tra Fiat e Chrysler. Noi da tempo auspichiamo l'integrazione di Fiat con altri soggetti a livello mondiale".
Secondo Sacconi, insomma, non si tratta di un
'tradimento': ''Se ci sara' una fusione, e noi abbiamo interesse che
integrazione si sviluppi quanto piu', penso che questo gruppo sara'
inevitabilmente multilocalizzato, cioe' avra' una testa negli Usa per
alcune missioni di prodotto e di mercato e una in Europa e, credo
ragionevolmente in Italia, per altri prodotti e altro mercato, quello
dell'Europa continentale e del Mediterraneo e altro ancora. Penso che ci
si debba piuttosto preoccupare dell'oggettiva evoluzione del gruppo
della sua capacita' di realizzare prodotti accettati e apprezzati dal
mercato, dell'effettiva realizzazione degli investimenti promessi nel
nostro Paese e dopo Mirafiori e Pomigliano si possa guardare anche agli
altri siti produttivi, alla loro efficienza''
'tradimento': ''Se ci sara' una fusione, e noi abbiamo interesse che
integrazione si sviluppi quanto piu', penso che questo gruppo sara'
inevitabilmente multilocalizzato, cioe' avra' una testa negli Usa per
alcune missioni di prodotto e di mercato e una in Europa e, credo
ragionevolmente in Italia, per altri prodotti e altro mercato, quello
dell'Europa continentale e del Mediterraneo e altro ancora. Penso che ci
si debba piuttosto preoccupare dell'oggettiva evoluzione del gruppo
della sua capacita' di realizzare prodotti accettati e apprezzati dal
mercato, dell'effettiva realizzazione degli investimenti promessi nel
nostro Paese e dopo Mirafiori e Pomigliano si possa guardare anche agli
altri siti produttivi, alla loro efficienza''
"Quello che conta per l'Italia", ha aggiunto Sacconi, "è la realizzazione degli investimenti e allo stesso tempo la possibilità , soprattutto a Torino, che si integrino con rinnovate capacità di progettazione e di stile. Credo che ci si debba preoccupare dell'oggettiva evoluzione del gruppo e della capacità di realizzare prodotti apprezzati dal mercato e dalla realizzazione degli investimenti promessi in Italia", ha concluso il ministro. "Ciò che può incardinare Fiat nel nostro Paese è proprio un ambiente accogliente per questi investimenti e moderne relazioni sindacali e industriali".















