"Partirà a breve da tutte le sale cinematografiche italiane una forte campagna diretta al pubblico affinché sia informato della decisione del governo di mettere le mani nelle tasche degli spettatori”. Così in una nota stampa il presidente dell’Agis e dell’Anec, Paolo Protti, sull’emendamento del governo al decreto Milleproproghe, che prevede un prelievo di un euro su ogni biglietto del cinema, un caro biglietto che il pubblico potrebbe ritrovarsi a pagare sul tagliando d’ingresso in sala a partire già da luglio.
Infatti dal primo del mese entrerà in vigore la tassa del cinema inserita all’interno del maxiemendamento al decreto Milleproroghe che sarà in discussione al Senato lunedì e che prevede “per l’accesso a pagamento nelle sale cinematografiche, ad esclusione di quelle delle comunità ecclesiali o religiose, un contributo speciale a carico dello spettatore pari a un euro”.
 
Molta preoccupazione circola tra gli esercenti, dai grandi circuiti cinematografici, come The Space Cinema e Uci che arrivano a ipotizzare la mancata programmazione di film italiani a partire dall’entrata in vigore della tassa, ai titolari delle 800 sale d’essai italiane, gli esercenti più piccoli che proiettano film di qualità, soprattutto made in Italy.
 
“Chiediamo al governo e al ministro dei beni culturali – dichiara in una nota il presidente della Fice (Federazione Italiana Cinema d’Essai), Mario Lorini – cosa pensano delle molte piccole sale, spesso unico presidio per la diffusione del cinema di qualità, che con sforzi incredibili cercano di restare in attività e spesso fondano proprio su un rapporto stretto con gli spettatori le loro speranze di sopravvivenza. L’aumento di un euro su biglietti che costano da sei a due euro avrebbe un effetto dirompente per molte attività e l’alternativa che gli esercenti d’essai si accollino la nuova tassa si ripercuoterebbe in modo micidiale su gestioni già a forte rischio”.
La Fice chiede di ritirare l’emendamento forte del sostegno del “pubblico delle nostre sale che sta già manifestando la propria opposizione al provvedimento e chiede – afferma Lorini – di far sentire la propria voce!”. In queste ore si stanno ipotizzando varie iniziative per far ritirare la tassa di scopo, anche il ricorso alla Corte di Giustizia Europea.
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